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Consiglio comunale
interamente socialista
(1920-1921)
I socialisti, con lo slogan "Tutto il potere ai soviet"
sconfissero il fronte antibolscevico composto da liberali,
nazionalisti, monarchici, democratici e popolari.
Tutti quanti i seggi consiliari vennero guadagnati dai
socialisti.
Questi i nomi dei consiglieri comunali socialisti:
- Gaetano Pacchi - Eliseo Pellegrini
- Giuseppe Meacci - Angiolo Cecconi
- Dante Aringhieri - Giovanni Baronti
- Giuseppe Manzi - Giulio Parlanti
- Guido Morelli - Candido Cecconi
- Gaspero Banti - Gino Talini
- Paolo Benvenuti - Olimpo Fabiani
- Pietro Borgioli - Adolfo Risorti
- Olinto Del Gronchio - Alfieri Donnini
- Nazareno Canovai - Giulio Mannini
- Natale Innocenti - Gino Giuntoli
- Giovanni Soldaini - Gino Briganti
- Giovanni Cicalini - Oreste Cenci
- Guido Checchi - Giuseppe Rimorini
- Paolo Billi - Virgilio Papini
Il Consiglio Comunale socialista ebbe vita brevissima.
Si riunì soltanto quattro volte:
- il 25 ottobre 1920 (seduta di insediamento)
- il 30 ottobre 1920
- il 9 dicembre 1920
- il 2 gennaio 1921
I consiglieri socialisti, fedeli alla loro vocazione
proletaria, in queste 4 sedute affrontarono problemi
gravissimi e ne avviarono la soluzione.
Questi i problemi più gravi:
- l'approvvigionamento dei generi di prima necessità: pane,
carne e vino
- la mancanza di alloggi
- la disoccupazione
Per l'approvvigionamento del GRANO, irreperibile, ricorsero ad
una soluzione semplicissima: lo chiesero, in prestito, ai
coloni delle nostre campagne che risposero con entusiasmo
all'appello dei consiglieri socialisti.
La CARNE c'era ma non era alla portata dei borsellini dei
poveri. Il Comune istituì tre macellerie comunali che
praticavano dei prezzi veramente bassi. Eppure, nonostante che
i prezzi della carne fossero veramente popolari, il Comune ,
nel giro di una settimana, realizzò un guadagno di tutto
rispetto: £ 1.104,29.
Per il vino si ricorse alla precettazione la quale, però, non
colpiva i coloni bensì i grandi proprietari terrieri.
Fu avviato a soluzione anche il problema degli ALLOGGI. Si
ritenne necessario, prima di procedere alla precettazione, di
radiografare con esattezza la reale situazione.
Occorreva censire i fondi e gli appartamenti sfitti.
E per la DISOCCUPAZIONE? Il calzaturificio Botti, pressato,
assunse altri 40 calzolai.
Un imprenditore, amico del sindaco Angiolo Cecconi, iniziò la
costruzione di un grande calzaturificio in via Cesare Battisti
(è il fabbricato che in seguito venne occupato dal Consorzio
Agrario).
Per i braccianti agricoli, detti terrazzieri, venne istituita
una Commissione paritetica (operai e proprietari terrieri)
alla quale spettava il compito di ripartire equamente il
lavoro prima che venissero riprese le operazioni di bonifica
del Padule.
Nell'ultima riunione, quella del 2 gennaio 1920, furono
stanziate 3.000 lire per i festeggiamenti in onore di Carlo
Landini Marchiani in occasione del 29° anniversario della sua
morte: il Comune avrebbe dedicato al benefattore un busto di
bronzo da collocarsi nell'atrio della Scuola Tecnica posta tra
viale Buozzi e piazza XX Settembre.
Il 2 aprile, dopo i disordini creati dalle lotte fratricide
fra socialisti e fascisti, che prevalgono, il Consiglio
Comunale viene formalmente sciolto e surrogato da un
commissario prefettizio. |