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Compagnia
di San Giovanni Battista o dei Frustati Neri (1374-1783)
Questa Compagnia, di cui è documentata la presenza a partire
dal 1374, veniva chiamata anche dei Frustati neri.
I confratelli, infatti, indossavano come divisa una cappa nera
e , durante la processione del Venerdì Santo, si frustavano a
vicenda per rendere evidenti le sofferenze di Gesù Cristo
quando, sotto il peso della croce e sferzato dalle frustate
dei soldati romani, fu condotto sul monte Calvario.
I confratelli gestivano un ospedale dove venivano ricoverati
gratuitamente gli ammalati miserabili.
L'ospedale si componeva di due stanze: una per le donne e una
per gli uomini.
L'ospedale si trovava nel fabbricato dell'attuale canonica
della Collegiata, in Piazza Garibaldi. Tutto il fabbricato
appartenne fino al 1783 alla Compagnia.
In esso, oltre all'ospedale, c'erano la sede e la chiesa, con
cimitero, della Compagnia. La chiesa era intitolata a S.
Donnino.
La struttura organizzativa della compagnia comprendeva:
- 1 priore
- 2 Operai (amministratori delegati)
- una dozzina di consiglieri
- 2 paciali
- 2 infermieri
- 1 maestro per novizi
- 2 accompagnatori con torcia
- 2 accompagnatori con lanternone
- 4 accompagnatori al baldacchino
- 2 mazzieri
- 1 sagrestano
- 1 crocifero
Gli affiliati, nel 1600 e nel 1700, erano 400.
INFORMAZIONI desunte da alcune DELIBERE della Compagnia
1572
- Venero panificate 10 "sacca" di grano. I pani e le "stiacciate"
vennero distribuiti gratuitamente durante la Settimana Santa
"per l'amore di Dio". Questa usanza si protrasse fino al 1783.
- Vennero spesi 6 scudi per risistemare una buca scavata nel
pavimento che serviva da granaio della compagnia.
- Venne stanziata una somma consistente per portare gli
ammalati poveri all'ospedale di Altopascio. Da ciò si può
facilmente desumere che l'ospedale della compagnia non era una
casa di cura, ma una specie di infermeria o di casa di riposo
per miserabili.
1583
Ogni confratello, quando moriva, doveva indossare la cappa
nera della compagnia. La cappa veniva regalata dalla compagnia
medesima.
1651
Tutti gli anni, il 2 febbraio, ricorrenza della presentazione
di Gesù al tempio, a conclusione di un'azione liturgica
prevista da apposito cerimoniale, veniva regalata ad ogni
fratello della Compagnia una candela benedetta.
La candela veniva consegnata dal cappellano della compagnia.
Siccome i confratelli erano numerosissimi, per impedire agli
immancabili "furbi" di ritirarne due o tre anziché una, i
fratelli "venivano chiamati" e poi "spuntati" dall'elenco
dello scrivano.
Tutto stava procedendo regolarmente.
- Lorenzo di Iacopo Martini - chiamò lo scrivano.
Lorenzo si fece avanti. Il cappellano gli consegnò la candela
benedetta, di due once.
Lorenzo la rifiutò: ne voleva una di tre once, eguale a quella
che avevano ricevuto i suoi due fratelli frati, e un'altra
maggiore come "capo di casa".
Poiché le sue richiesta non vennero accolte, lui se ne andò
rifiutando la candela benedetta.
Il cappellano, allora, consegnò la candela benedetta ad un
nipote di Lorenzo e lo pregò di portarla allo zio.
Lorenzo, infuriato, strappò la candela di mano al nipote,
ritornò a restituirla e, davanti all'altare, cominciò a
sparlare "col dire che quello non era buon Governo e che gli
Operai erano dei pargoli".
Ne nacque un parapiglia indescrivibile.
Il giorno dopo, il 3 febbraio 1651, Lorenzo di Iacopo Martini
venne radiato dalla compagnia.
1710
- Fu deliberato di assestare la LOGGIA antistante la loro
chiesa, di S. Donnino, ponendovi sei colonne di pietra serena.
1713
- Venne fatta ripitturare la Pietà, dipinta su di un muro
esterno della chiesa di S. Donnino, perché era tutta
scalcinata.
1719
-Il pittore fiorentino Domenico Bamberini, 53 anni, venne
incaricato di affrescare nella volta della chiesa di S.
Donnino la SS. trinità, la Vergine, S.Giovanni Battista, S.
Candido, S. Donnino, S. Biagio, S. Giuseppe, S. Lorenzo, i 4
evangelisti e un cornicione.
Al pittore vennero corrisposti 60 scudi.
L'affresco, ancora integro, è nella volta della sala attigua
alla sagrestia della Collegiata.
1728
- Siccome la chiesa della compagnia, intitolata a S. Donnino,
era troppo alta, fu deliberato di dividerla con un pavimento.
Si ottennero così due vani.
Quello del piano terra fu adibito a chiesa; quello superiore,
con la volta affrescata dal Bamberini, venne destinato a sala
delle riunioni.
Nel 1783 anche la Compagnia di S. Giovanni Battista venne
soppressa dal granduca Leopoldo I°. I beni della compagnia
vennero incamerati dal Capitolo della Collegiata che li
utilizzò per la costruzione della nuova Collegiata che venne
inaugurata il 3 ottobre1787.
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