|
Circolo
Ricreativo A.C.L.I. -
(Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) - 1953
Nel 1950
venne creata anche a Fucecchio una
sezione dell'ACLI, l'Associazione
Cristiana Lavoratori Italiani.
Questa associazione intendeva
promuovere nel mondo operaio di
ispirazione cristiana la
consapevolezza dei diritti da
rivendicare, degli interessi da
difendere e dei valori da assumere
come elementi portanti per la
costruzione di una società più
cristiana.
Il fondatore della sezione
fucecchiese dell'ACLI fu il maestro
Pietro Boldrini (1920-1996).
Le clarisse del Monastero di S.
Salvatore affittarono alla neonata
associazione i due locali dove
avevano allestito dal 1785 il
Conservatorio per fanciulle e
ragazze fino al 1899 e poi l'asilo e
la scuola di lavoro per le bambine
di Fucecchio fino al 1943.
"Le ACLI" installarono la loro sede
con biblioteca nel locale ricavato,
fin dal 1783, dalla tamponatura del
lato sinistro del chiostro del
monastero, quello contiguo al lato
destro della chiesa di S. Salvatore.
Nel salone vuoto che guardava sul
Poggio Salamartano venne sistemato
il ping-pong che fino al 1949 si
trovava nel Circolo Ricreativo
Cattolico.
Nel 1952 il Consiglio direttivo
dell'associazione, sensibile alla
richiesta di un locale di ritrovo
avanzata dai soci, deliberò di
realizzare nel salone vuoto un
Circolo Ricreativo ACLI.
Nelle casse dell'associazione non
c'era nemmeno una lira. Il
volontariato dei soci compì il
miracolo.
I muratori Fulvio Gini e Antonio
Casella e anche l'assistente
spirituale, padre Nazzareno Poletti,
si impegnarono ad eseguire
gratuitamente tutti i lavori in
muratura.
Lo studente liceale Romano Bagnoli
realizzò l'impianto elettrico. Altri
si adattarono al lavoro di
manovalanza e di imbianchini. I
novizi del convento La Vergine
fabbricarono il bancone e lo
scaffale per il bar.
23 soci versarono una somma a fondo
perduto per l'acquisto del materiale
necessario alla realizzazione del
Circolo Ricreativo.
All'inizio del 1953 il Circolo Acli
era quasi pronto. La cerimonia
dell'inaugurazione avvenne la prima
domenica del febbraio 1953.
Finalmente anche gli operai
dell'area cattolica disponevano di
un locale di incontro ricreativo.
Il servizio bar nei primi anni fu
gestito dai soci che, a turno,
assolvevano i vari compiti che
venivano di volta in volta loro
assegnati dal Presidente Pietro
Boldrini, titolare della licenza
Bar. E proprio Pietro Boldrini, ogni
sera, alle ore 19,30 apriva il
locale ed accendeva la macchina per
il Caffè espresso. La gestione del
buffet fu affidata a Giuseppe
Boncristiani. Lisandro Monti ricoprì
per molti anni la carica di
provveditore. L'addetto alla pulizia
del locale era Pietro Falorni, il
sagrestano della Collegiata.
La disposizione degli arredi ha
subito due cambiamenti come risulta
dalle piantine illustrative.
A partire dal 1996 la sede
dell'Associazione (diventata
Movimento Cristiano Lavoratori) e il
bar del Circolo sono stati
installati nel locale ricavato nel
lontano 1783 dalla tamponatura del
lato del chiostro del monastero
addossato alla chiesa di S.
Salvatore.
L'ex salone del bar del Circolo è
stato ridotto a Parlatorio delle
clarisse di S. Salvatore.
|