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Cimitero
civico - il primo - (1788-1884)
Da
sempre, a Fucecchio, i cadaveri
venivano seppelliti nei cimiteri
annessi alle chiese parrocchiali e a
quelle delle Compagnie religiose
dette anche laicali. Anche le
comunità religiose dei frati e della
monache seppellivano i loro defunti
nei cimiteri annessi o alle loro
chiese o ai loro conventi.
La sepoltura dei cadaveri costituiva
un cospicua fonte di guadagno sia
per le parrocchie che per le
Compagnie, incuranti della salute
della popolazione - la presenza dei
cimiteri all'interno del centro
abitato era antigienica e metteva a
repentaglio la salute e la vita
delle persone -.
Il 21 settembre 1780 il granduca
lorenese Leopoldo I° ingiunse al
nostro Comune di ispezionare tutti i
cimiteri del capoluogo e lo invitò a
costruire un cimitero a sterro fuori
del centro abitato nel caso che
quelli ispezionati fossero risultati
antigienici.
Le Compagnie laicali e l'arciprete
della Collegiata esercitarono la
loro pressione sugli amministratori
locali affinché disattendessero
all'invito.
E gli amministratori finsero di
ignorare l'invito del granduca.
Leopoldo I "mangiò la foglia" - come
si suol dire a Fucecchio - e prese ,
a nostro carico, due provvedimenti
"storici" (cioè di quelli che
producono cambiamenti nel nostro
modo di vivere):
- proibì la sepoltura delle salme
nei cimiteri delle Compagnie ;
- ci intimò di costruire, ed in
breve tempo, un cimitero pubblico a
sterro lontano dal centro abitato.
Il Comune si mise subito al lavoro
ed incaricò il dott. Melani di
trovare un terreno idoneo allo
scopo.
Il Melani setacciò tutta la
periferia, resistette alle pressioni
dei proprietari di terreni
interessatissimi all'affare e alla
fine segnalò l'appezzamento di
terreno "vitiato" accanto
all'attuale Villa Nieri lungo la via
Pistoiese.
Il Comune acquistò il terreno e
bandì l'asta dei lavori di
costruzione che vennero aggiudicati
all'impresario Aleotti.
L'Aleotti consegnò il cimitero al
Comune di Fucecchio il 27 luglio
1786, un anno prima della
inaugurazione della nuova
Collegiata.
Il costo complessivo della
costruzione del cimitero ammontò ad
805 scudi.
La commissione fiorentina di
controllo, giunta a Fucecchio il 30
luglio, dichiarò inagibile il nostro
primo cimitero pubblico perché il
terreno era troppo argilloso. L'argillosità
del terreno non avrebbe fatto
filtrare l'acqua sotto terra.
Si rese allora necessaria
l'introduzione di un numero
imprecisato di " barrocci di rena"
nel terreno argilloso destinato
all'interro delle salme. Questa
operazione durò due anni.
Finalmente, in data 13 aprile 1788,
il cimitero venne consacrato ed
aperto all'interramento delle salme
del nostro capoluogo e di quelle
delle frazioni di S. Pierino e di
Ponte a Cappiano.
Nel 1840 venne resa esecutiva anche
a Fucecchio una legge granducale,
del 1790, che imponeva ai parroci
l'onere della manutenzione dei
cimiteri.
Il 10 dicembre 1840 il Capitolo
della Collegiata si assunse, obtorto
collo, questo onere, fatta salva la
proprietà comunale del cimitero.
Nel 1867, a seguito della
soppressione del Capitolo della
Collegiata ad opera dello Stato
Italiano, l'onere della manutenzione
del cimitero spettò nuovamente al
nostro Comune.
Il 22 novembre 1878 ricominciarono i
guai per il nostro cimitero.
Il cimitero, in parole povere, venne
dichiarato nuovamente inagibile per
la presenza di acqua a 45 centimetri
di profondità e perché la sua area
era insufficiente all'interro di
tutte le salme.
Il 3 gennaio 1880 il nostro
Consiglio Comunale deliberò
- che venisse costruito un nuovo
cimitero;
- che il cimitero dichiarato
inagibile " deve essere conservato
quale è al presente.. e che in
avvenire, NESSUNO, per
qualunquesiasi ragione, pretesto,
bisogno o ragione possa farne uso.
Ancora una volta il detto
fucecchiese Chi nasce male, muore
peggio aveva fatto centro.
Il Cimitero nuovo, quello attuale,
entrò in funzione il 1° gennaio
1885. |