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Chiesa
di S. Maria delle Vedute (1830)
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Nell'area dove ora si innalza la
chiesa-santuario di S. Maria delle
Vedute, fin dal 1527 c'era
l'Oratorio di S. Rocco extra muros.
Nel 1730 vi venne traslata
l'immagine, affrescata, della
Madonna che si trovava in un piccolo
Oratorio in località Le Vedute, a
circa 4 chilometri di distanza da
Fucecchio.
Nel 1732 l'ex Oratorio di S. Rocco
extra muros venne rialzato con i
mattoni ricavati dalla torre
rovinata che si trovava accanto al
Palazzo Baschieri.
Nel 1734 l'ex Oratorio venne
allungato fino ad assumere le
dimensioni dell'attuale navata
centrale grazie ai 600 scudi donati
dalle 412 famiglie povere di
Fucecchio a cui erano annualmente
destinati dagli esecutori
testamentari della eredità
Bonistalli.
Nel 1737 venne costruita la cupola
del tutto simile, anche se in
proporzioni ridotte, a quella del
duomo di Firenze. Essa venne
affrescata dal SALVETTI nel 1741. Il
dipinto rappresenta nella parte alta
l'Empireo con le tre persone della
SS. Trinità che accolgono la SS.
Vergine e nella parte bassa le
figure di Profeti del Vecchio
Testamento, del Re David, di S.
Giuseppe, sposo della Madonna, e di
S. Giovanni Battista.
Nel 1739 vennero applicati gli
stucchi nel coro, nel tamburo della
cupola e sopra gli archi della
navata ad opera di Giovanni Bianchi
e Domenico Benvenuti. |
Nel 1740 venne eretto l'Altar
Maggiore grazie alla devoluzione, da
parte dei poveri, della eredità
assegnata a loro favore dal medico
fucecchiese Francesco Bonistalli.
Dietro il dossale dell'altare fu
sistemato il bianco blocco marmoreo
scolpito che contiene il tabernacolo
della Madonna. La figura della
Madonna non si presenta come
originariamente venne dipinta nella
Cappellina delle Cerbaie nel 1500 a
causa dei frequenti ritocchi operati
da mani non sempre esperte.
Nel 1743 fu eseguito dai fiorentini
Giovan Battista Dolci e Donato
Malavisti il soffitto ad intaglio
della navata che venne dorato a oro
zecchino da Gaspero Masini.
In mezzo all'intarsio del soffitto
spicca un grande dipinto con cornice
di stile barocco, eseguito nel 1745
dal pittore fiorentino Vincenzo
Meucci. Esso rappresenta la Vergine
portata in Cielo dagli angeli,
mentre S. Rocco, genuflesso,
contempla la mirabile scena.
Nell'intarsio vi è anche lo stemma
del nostro Comune che ne attesta la
proprietà e il giuspatronato.
Nel 1744 venne eretto dalla
Compagnia dei Coronati Scalzi, a
sinistra dell'Altar Maggiore,
l'altare della Passione. Sul dossale
è posta una tavola che rappresenta
Gesù sotto il peso della croce sulla
via dolorosa del Calvario,
attorniato da soldati e persecutori,
e la Veronica che tende le braccia
verso di lui con un panno fra le
mani per detergerGli il volto
insanguinato.
Nel 1749 il pittore Giuseppe Parenti
affrescò la tribuna del coro.
Il dipinto rappresenta il sepolcro
della Vergine, aperto, mentre ella è
assunta in Cielo, e attorno gli
apostoli che osservano il sepolcro
vuoto.
Il Parenti dipinse anche i quattro
evangelisti che si vedono alla base
della cupola.
Nel coro è stato installato nel 1976
un nuovo grande organo.
Nel 1749-1750 venne ultimato il
presbiterio.
Nel 1751 venne costruita la Stanza
dei Coronati Scalzi.
Nel 1755 fu eretto l'altare di S.
Luigi Gonzaga. Sulla nicchia
soprastante fu collocata la tela ad
olio di G. D. Ferretti, del secolo
XVIII°, rappresentante appunto S.
Luigi Gonzaga. Nella nicchia venne
poi collocato un grosso crocifisso
di legno.
(La tela di S. Luigi fa parte delle
opere d'arte raccolte nel Museo
civico fucecchiese).
Negli anni '80 , al posto del
crocifisso, è stata collocata la
pala della Cena di Emmaus dipinta
dal pittore fucecchiese Antonio
Cino.
Nel 1756 fu edificata la sagrestia.
Nel 1762 venne lastricato il sagrato
con le lastre tolte da Via
Donateschi.
Il 30 marzo 1827 il Consiglio
Comunale autorizzò l'Opera delle
Vedute a costruire la navata
sinistra nella quale venne eretto
l'altare di S. Giovacchino sul quale
fa spicco la suggestiva tavola che
rappresenta Maria bambina in
compagnia della madre S. Anna e del
padre S. Giovacchino.
Il 4 maggio 1828 fu autorizzata la
costruzione della navata destra
nella quale venne eretto, nel 1833,
l'altare di S. Agata martire
sovrastato da una tavola che
rappresenta la martire catanese
assieme ad una veneranda figura di
vecchio.
Nel 1829, con la sistemazione
definitiva dell' Altar Maggiore , si
concludeva la trasformazione del
primitivo Oratorio di S. Rocco extra
muro in chiesa-santuario.
La chiesa venne consacrata il 27
giugno 1830.
LAVORI
AGGIUNTIVI
Nel 1911 vennero realizzate la
facciata e la cancellata a
recinzione del sagrato.
Nel 1945 venne montata la
balaustrata in marmo davanti al
presbiterio. Le spese furono coperte
dal sig. Ademollo, titolare della
Fonderia posta in via Dante
all'altezza del Chiesino.
Nel 1946 venne realizzata la
canonica sopra lo stanzone dei
Coronati Scalzi.
Nel 1970, a seguito dei lavori di
restauro, vennero tolte le tavole
della mensa dagli altari di S.
Giovacchino, di S. Agata e della
Passione.
Ai piedi dell'Altare della Passione
è stato collocato il nuovo fonte
battesimale, formato da una vasca
che fa corpo con la base di due
gradini semicircolari, il tutto in
marmo bianco.
Il tabernacolo dell'Altare Maggiore
è stato sistemato sull'ex altare di
S. Luigi Gonzaga.
Nel 1997 sono stati restaurati il
tetto, la cupola, il soffitto ad
intaglio e la tela dell'Assunta che
si trova al centro del soffitto
medesimo. |