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Cerimoniale
della presa in possesso della
Collegiata (1803)
La presa
di possesso, da parte in un nuovo
arciprete, della Collegiata
prevedeva un cerimoniale di tutto
rispetto.
Il 13 novembre 1803, al tempo del
Regno d'Etruria, prese possesso
della Collegiata il sacerdote
Antonio Govini, di Marti, vincitore
del concorso effettuato il 2 giugno
1803.
"Il Govini si portò con il suo
seguito alla porta maggiore della
Collegiata dove era schierato al
completo il Capitolo.
Al Capitolo il neo Arciprete
presentò la Bolla della sua nomina e
l'Exsequator Regio che il canonico
Taviani, in qualità di Cancelliere
Capitolare, lesse ad alta voce.
Dopo la lettura, il Govini venne
vestito delle insegne arcipretali.
Poi venne portato alla Cappella del
SS. Sacramento dove gli fu
consegnata la chiave del Ciborio che
il nuovo arciprete dovette aprire e
chiudere in segno di effettivo
possesso.
Dalla cappella venne condotto nella
Sala Capitolare (quella degli
affreschi del Bamberini).
Qui, dopo essersi seduto nello
stallo d'onore, "dette la pace a
tutti i capitolari" benedicendoli,
accomunandoli a se stesso nella pace
dello spirito.
Dopo aver dato "la pace", giurò ad
alta voce di osservare "le
costituzioni e le consuetudini della
chiesa nostra Pieve Collegiata in
Salamartana".
Da qui passò al Coro dove sedette
nel proprio stallo, quindi salì
sulla predella dell'Altar Maggiore
per baciare la mensa prima sulla
estremità dalla parte dell'Epistola
e poi da quella del Vangelo.
Dopo il canto dell'Antifona e la
recita dell'Orazione, il Govini salì
sul pulpito da dove pronunciò una
dotta omelia. |