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Cappiano parrocchia (1840)

Risale all'anno 766 la prima notizia sulla presenza di una chiesa, dedicata a S. Pietro, che nel volgere di pochissimi anni diventò una pieve, chiesa parrocchiale con fonte battesimale e cimitero.
Questa pieve serviva 31 ville, agglomerati di case rurali, che si trovavano disseminate nella fascia di territorio che va da S. Maria a Monte a Torre.
Nell'area di Cappiano è documentata, fra il IX° e il XII° secolo, la presenza di altre piccole chiese e di Oratori:
- l'antichissima chiesa di S. Savino donata successivamente alla chiesa pievana;
- la chiesina di S. Matteo
- la chiesa di S. Bartolomeo, annessa all'omonimo monastero, donati entrambi nel 1110 al Monastero di S. Salvatore. Chiesa e monastero sopravvissero fino al 1794, l'anno in cui morì il Fei, l'ultimo abate residente a Roma che aveva usufruito della rendita dell'unico podere rimasto in dotazione al monastero.
Nel 1220 la pieve di S. Pietro, per effetto della sua misera rendita annua di 220 lire, cominciò a denunciare il suo stato di decadenza.
Questa decadenza diventò irreversibile.
Nel 1427 non esisteva più. Infatti non viene annoverata nel catasto della diocesi di Lucca, da cui dipendeva, risalente appunto all'anno 1427.
Nel 1770, e cioè 148 anni dopo l'erezione della diocesi di S. Miniato, la popolazione di Cappiano, fattasi più numerosa, chiese ripetutamente al vescovo della nostra diocesi, monsignor Poltri, l' istituzione di una parrocchia nella terra di Cappiano
Il 7 marzo 1782 il granduca lorenese Leopoldo I° autorizzò l'erezione della parrocchia di Cappiano..
Anche il vescovo di S. Miniato, il 4 Maggio 1782, emise la bolla di erezione della parrocchia di Cappiano, ma ne affidò la cura delle anime ad un cappellano alle dipendenze dell'arciprete delle Collegiata di Fucecchio.
Eppure nel 1795 abitavano a Cappiano 452 persone!
La mancanza di una chiesa capiente procrastinò di un'altra quarantina di anni la esecutività della bolla di erezione del 1782.
Infatti l'Oratorio o chiesa di S. Bartolomeo non poteva essere ridotto a chiesa parrocchiale perché alcuni locali erano stati venduti, mentre quelli invenduti erano talmente trasandati che le spese di ripristino sarebbero state superiori a quelle necessarie per la edificazione di una chiesa nuova.
L'Oratorio granducale di S. Maria Assunta era molto angusto e l'area insufficiente per erigervi una canonica.
L'ingegner Manetti fu incaricato allora di identificare un'area su cui costruire la chiesa parrocchiale. E l'ingegnere suggerì proprio quella dove poi fu edificata la chiesa parrocchiale ancor oggi esistente.
Soltanto nel 1840 le 842 anime di Ponte a Cappiano ebbero una propria parrocchia intitolata a S. Bartolomeo.

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