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Cappiano: evento bellico del 1325
Nel 1325 il comando dell'esercito fiorentino venne affidato a Raimondo da Cardona che subentrò a Guido Novello.
Quasi tutta la Valdinievole ed il Valdarno erano in mano delle milizie di Castruccio Castracani, signore di Lucca.
Anche Ponte a Cappiano era stato occupato da Castruccio.
Una presenza così ravvicinata rendeva molto insicura la vita dei Fucecchiesi e dei numerosi lucchesi, guelfi, che nel 1314 si erano rifugiati a Fucecchio.
Raimondo da Cardona se ne rese conto ed escogitò un piano per impadronirsi di Cappiano che
rappresentava un nodo stradale di grandissima importanza.
Il 4 luglio 1325 Raimondo cinse d'assedio Tizzana per far credere a Castruccio che i fiorentini volevano conquistare quel castello.
Castruccio abboccò.
Il 9 luglio Raimondo distaccò da Tizzana 500 cavalieri e li dirottò a Fucecchio. I 500 si unirono ai cavalieri lucchesi presenti nel nostro castello e a quelli di Fucecchio.
I cavalieri raggiunsero la Gusciana, vi gettarono un ponte di legno, l'attraversarono, si accamparono attorno a Cappiano e mandarono delle staffette a Tizzana ad informarne Raimondo da Cardona.
Raimondo abbandonò Tizzana e puntò con l'esercito fiorentino su Cappiano.
Il 13 luglio 1325 Cappiano capitolò.
Grave fu lo scorno di Castruccio Castracani.
Raimondo da Cardona, imbaldanzito da questo successo, riconquistò Monfalcone ed Altopascio.
I fucecchiesi, euforici, tributarono al vincitore un'accoglienza trionfale.
Due mesi dopo, però, il 25 settembre 1325, Raimondo da Cardona subì una tremenda batosta ad Altopascio.
Fatto prigioniero, Raimondo, insieme agli altri prigionieri, dovette sfilare processionalmente per le vie di Lucca, incatenato, con un cero in mano e il capo cosparso di cenere fra due ali di popolo esultante. |