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Cappellano
Cappellano è il sacerdote addetto al servizio di una chiesa non parrocchiale.
Sono da considerarsi chiese non parrocchiali le cappelle private, gli oratori delle Compagnie, gli oratori comunali, le chiese annesse alle comunità religiose femminili (come ad esempio le clarisse di S. Salvatore).
Dal 14OO al 1900 potevano essere eletti o nominati CAPPELLANI anche i chierici, cioè i seminaristi che già indossavano l'abito talare ma che non erano stati ancora ordinati sacerdoti.
Siccome i chierici non potevano celebrare la Messa ed amministrare i Sacramenti - perché non erano ancora sacerdoti - si dovevano impegnare con giuramento a trovare un sacerdote che officiasse in loro vece l'Oratorio che era stato loro assegnato.
I cappellani venivano pagati o dai proprietari delle cappelle private o dalle Compagnie religiose o dal Comune o dalle comunità religiose femminili.
I cappellani delle Compagnie (S. Giovanni Battista, Madonna della Croce, S. Rocchino, Coronati scalzi, S. Candido) venivano eletti dai confratelli con una votazione vera e propria.
La nomina o la elezione del cappellano e l'atto di consegna della chiesa da officiare seguivano un cerimoniale ben preciso.
Il cerimoniale relativo alla cappellania di S. Rocco extra Muros - oggi chiesa di S. Maria delle Vedute e di S. Rocco - è stato descritto in modo particolareggiato nelle pagine 25/26/27/28 del libro RICERCHE STORICHE SUL SANTUARIO DI S. MARIA DELLE VEDUTE IN FUCECCHIO.
In questo libro è riportato anche l'elenco di tutti i cappellani che vi hanno officiato fino al 1839, l'anno in cui la chiesa delle Vedute venne eretta in parrocchia.
CRONACA DELLA ELEZIONE DI UN CAPPELLANO DELLA COMPAGNIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
Nella riunione della Compagnia di S. Giovanni Battista del 4 aprile 1679 erano presenti 250 confratelli come risulta dal verbale stilato dal cancelliere della Compagnia Mainardi Antonio.
Siccome i radunati, chiamati per eleggere il cappellano, facevano troppa confusione nella loro piccola chiesa di S.Donnino vennero dirottati nella vicina Pieve di S. Giovanni, oggi Collegiata.
Avevano posto la loro candidatura alla cappellania della Compagnia i preti Giunti e Marco Cicci.
I confratelli si divisero in due fazioni "altercanti".
Il cancelliere sciolse d'autorità la riunione e chiese consiglio al Magistrato dei Nove di Firenze.
Il Magistrato dei Nove ordinò che si doveva procedere alla votazione.
Il 22 maggio I679 i fratelli della Compagnia, in numero di 230, si riunirono nuovamente nella chiesa pievana per la elezione del cappellano della Compagnia.
Alla riunione intervennero anche il Podestà Francesco Papi in rappresentanza del granduca mediceo e il pievano Francesco Ringhieri.
L'assemblea dei confratelli riconfermò cappellano della Compagnia, per altri tre anni, il prete Marco Cicci. |