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Brigantaggio nel Sud
(1863)
I primi anni del Regno d'Italia proclamato nel 1861 furono resi difficili e drammatici dal brigantaggio che ebbe la sua sede nell'Italia Meridionale.
Piuttosto che prestare il servizio militare di leva e pagare le tasse come tutti gli altri italiani, i meridionali preferirono darsi alla macchia. E per "vivere" si dedicarono al brigantaggio.
Il fenomeno fu talmente vasto che le forze dell'ordine si rivelarono inadeguate ed insufficienti.
Il Regno d'Italia, allora, fu costretto a mobilitare l'esercito e a sostenere una vera e propria guerriglia.
Numerosi fucecchiesi prestarono il loro servizio militare nel Sud guerreggiando e molte volte uccidendo i briganti.
Poiché le Casse dello Stato erano esangui e l'operazione militare antibrigantaggio era costosissima, venne deliberata una sottoscrizione nazionale.
Il Capitolo della Collegiata, correva l'anno 1863, si rifiutò di concorrere alla sottoscrizione.
Questo rifiuto suscitò un vivo senso di deplorazione nella popolazione.
Un mese dopo, il Demanio, per rivalsa, tassò in maniera pesantissima i membri del Capitolo.
A nulla valsero i reclami e i ricorsi.
Il brigantaggio, almeno a Fucecchio, aveva subito una sconfitta sonora. |