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Bestemmia e turpiloquio nel 1800
La bestemmia e il turpiloquio sono inquilini abituali della nostra comunità, oggi come ieri.
I mass media, e in specie la televisione, hanno favorito in questi anni l'uso, diffuso in tutti gli strati sociali, del turpiloquio che è diventato un intercalare naturale anche dei nostri bambini.
Anche nel 1800 le bestemmie e le parolacce erano il pane quotidiano dei nostri compaesani.
Ben lo sapeva anche il nostro vescovo di S. Miniato, monsignor Pio Del Corona, quando nel settembre del 1877 venne in visita pastorale a Fucecchio.
Era stato accolto festosamente dai fucecchiesi sempre ossequiosi nei confronti delle autorità civili e religiose.
La visita, durata quattro giorni, si concluse trionfalmente in Collegiata. Qui
il vescovo tenne un'omelia sulla bestemmia e sul turpiloquio. Il discorso commosse anche i
più incalliti bestemmiatori i quali, però, non smisero di bestemmiare.
Aveva detto il vescovo:
- E non ha forse ragione di essere l'animo nostro profondamente trafitto, se l'aria che si respira e che mite e piacevole ci ricorda i benefici innumerevoli di Dio medesimo per ogni dove risuona del nome di questo Dio medesimo e non già misto alla tenera vocazione, alla laude melodiosa, al canto eucaristico, ma accompagnato dalla mossa di insulto dalla frase dell'ira, dal modo dell'arroganza e persino dall'aggressione della più orgogliosa e ributtante empietà? |