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Antifascisti arrestati
dall'O.V.R.A (1938)
Il Partito Nazionale Fascista aveva assunto la guida del Governo del Regno d'Italia nel 1922 ed aveva instaurato la propria dittatura a partire dal 1924.
Partiti, sindacati e quasi tutte le associazioni erano stati sciolti. La libertà di stampa venne subito bandita. Gli oppositori del regime vennero arrestati e mandati al confino.
Gli altri oppositori fuggirono all'estero. Eppure il P.N.F temeva che si formassero gruppuscoli di opposizione e che questi tramassero clandestinamente contro il regime fascista e contro l'incolumità del Capo. Per questa ragione era stata istituita l' O.V.R.A , un corpo di polizia politica a cui era demandato il compito di stanare gli oppositori che operavano clandestinamente.
Attraverso i propri canali, l'OVRA aveva saputo che a Fucecchio si era costituita una cellula comunista che operava clandestinamente contro il regime diffondendo volantini e giornali stampati in tipografie compiacenti. I membri di questa cellula, secondo le informazioni giunte all'OVRA, avevano addirittura raccolto fondi per sovvenzionare i comunisti spagnoli durante la guerra civile del 1936.
Grazie ad una "soffiata", la polizia politica al servizio dello stato fascista di Benito Mussolini la notte del 9 agosto 1938 venne a Fucecchio ed arrestò quel gruppo di antifascisti che avevano dato vita alla cellula comunista.
Nella retata dell'OVRA finirono Guglielmo Sgherri detto il Delegato, Alfonso Botrini, Pascucci Gino, Lotti Galileo, Banti Astutillo e Biagioni Alfredo. Vennero accusati di svolgere attività di propaganda contro il regime fascista e di avere raccolto fondi per finanziare gli antifalangisti durante la guerra civile in Spagna.
Condotti nel carcere delle Murate di Firenze e poi in quello di Pistoia, vennero successivamente deferiti al Tribunale Speciale di Roma e processati il 29 aprile 1939.
Furono tutti quanti condannati dai 3 ai 6 anni di reclusione e alla libertà vigilata.
Dopo il processo vennero trasferiti nel famigerato carcere di Forte Urbano di Castelfranco Emilia dove scontarono la pena loro inflitta. |