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Altari (gli) della Pieve di S. Giovanni demolita nel 1783 e surrogata dall’attuale Collegiata


Dall’inedito Inventario della chiesa di San Giovanni Battista di Fucecchio, redatto da Antonio Tondoli nel 1709 (Archivio Vescovile di San Miniato, Inventari 1708-1709), apprendiamo che la vecchia Pieve, divisa in tre navate, era dotata di nove altari.

1 - L’altar maggiore, l’unico in stucco (gli altri erano in pietra), ornato di quattro colonne, conservava il corpo di San Candido, patrono di Fucecchio; 

2 - l’altare del Santissimo Sacramento, sulla testata destra dell’altar maggiore; 

3 - l’altare del Nome di Gesù, sempre a destra, sul quale era collocata una Circoncisione (oggi perduta), opera del fiorentino Cecco Bravo (cfr R.Roani Villani, ‘Relazione delle pitture”: contributo alla conoscenza del patrimonio artistico della Diocesi di San Miniato, in ‘Erba d’Arno’, 32-33, 1988, p.22); 
4 - l’altare di San Sebastiano di patronato della famiglia Taviani; 

5 – l’altare di patronato Paperini (ultimo a destra) su cui era posta la tavola con la Madonna in gloria con i Santi Sebastiano, Lazzaro, Maria Maddalena e Marta, oggi al Museo, opera dello Scheggia 
(per cui vedi G.Dalli Regoli, S.Castri, G.Landolfi, P.Richetti, Il Maestro di San Miniato, Pisa 1988, pp.26 e 111 con bibliografia precedente). 
La notizia, finora medita, che la tavola appartenesse alla famiglia Paperini (un membro della quale, Antonio di Giovan Francesco nel 1694 aveva istituito un beneficio sotto il titolo dei santi Sebastiano e Marta all’altare omonimo della vecchia Pieve, per cui vedi A.S.C.F.701, ins. int. Collegiata di Fucecchio) e che fosse collocata nell’antico San Giovanni Battista, ce la fornisce, oltre l’inventano citato (che ricorda solo il titolo e il patronato dell’altare), anche Giulio Taviani che testimonia come nel 1802 il quadro fosse stato ceduto al Capitolo della Collegiata dal Canonico Luigi Paperini; in quell’anno infatti, al momento di costruire gli altari nella nuova Collegiata, i titolari del patronato di quelli posti nella distrutta vecchia Pieve, erano stati invitati a fornire il loro contributo per l’erezione dei nuovi altari; i Paperini, i Peri e i Lavaiani avevano rinunciato al possesso e ceduto al Capitolo anche i quadri che ornavano i loro vecchi altari (cfr. A.C.F., 1, 1, n.67);

6 - l’altare della Madonna del Carmine, alla testata sinistra, con la tela raffigurante la Vergine che consegna lo scapolare a San ?, con i Santi Simone, Antonio Abate, Antonio da Padova e santo martire (per cui cfr. Museo di Fucecchio, catalogo a cura di Paolo dal Poggetto, Fucecchio 1969, pp.23-24); 

7 - l’altare del Crocifisso di patronato Gherardi ;
8 – l’altare di Santa Lucia su cui era posto il Martirio di Santa Lucia con le Sante Apollonia e Agata (ora in Collegiata nella cappella del Santissimo), citato da Alessandro Peri come di sua proprietà, nel 1802;

9 - l’altare di San Nicola da Tolentino dei Lavaiani, già Aleotti, eredi della famiglia Magnani, proprietari del quadro con la Vergine e i Santi Michele Arcangelo, Nicola di Bari e Nicola da Tolentino (opera di Michele Laschi, per cui cfr. Cat. cit., pp.25-27). 

In fondo, a sinistra della porta di ingresso principale era il fonte battesimale. 

All’arredo della chiesa doveva probabilmente appartenere anche una acquasantiera cinquecentesca in marmo, oggi conservata nella chiesa di San Regolo a Bucciano, come segnala un documento gentilmente messo a mia disposizione dal parroco don Luciano Niccolai, essa fu venduta dall’arciprete di Fucecchio agli Operai di S. Regolo nel 1787 per 14 lire.

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