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Alfonsina Orsini  (1515)

Alfonsina Orsini aveva sposato Pietro il Fatuo, figlio di Lorenzo de' Medici. Dal loro matrimonio era nato Lorenzo. Agli inizi del 1500 donna Alfonsina rimase vedova.
La famiglia Medici, consigliata da papa Leone X°, al secolo Giovanni de' Medici, mirava ad allargare le sue proprietà terriere. Papa Leone X° suggerì di acquistare il Lago Nuovo (il Padule) e di prosciugarlo. Il Padule prosciugato avrebbe offerto una grandissima superficie coltivabile.
Poiché il papa non poteva trattare in prima persona questo affare, si servì della cognata Donna Alfonsina, vedova.
Firenze era dispostissima a vendere il Padule, ma non avrebbe mai concesso il permesso di abbassare la pescaia - lo sbarramento che impediva alle acque palustri di raggiungere l'Arno - per ottenere il prosciugamento del bacino del Padule senza il consenso dei Comuni del Valdarno e soprattutto del comune di Fucecchio. Firenze era stufa delle grane sollevate continuamente dai comuni della Valdinievole e da quelli del Valdarno.
Prima di rendere esecutivo il progetto della Famiglia Medici occorreva convincere il comune di Fucecchio a dare il suo assenso all'abbassamento della pescaia di Ponte a Cappiano.
Alfonsina, sapientemente pilotata, chiese ed ottenne la cittadinanza fucecchiese. In pochissime settimane la vedova convinse i nostri amministratori sulla convenienza derivante dalla bonifica del Padule: promise un quarto delle terre prosciugate ed assicurò che i nostri pescatori avrebbero triplicato il loro pescato.
Dal 5 al 15 settembre 1515 Donna Alfonsina fece sottoscrivere a tutti i comuni rivieraschi del Padule gli accordi relativi al prosciugamento del Lago Nuovo.
Sulla base di questi accordi, Firenze, in data 3 ottobre 1515, ordinò l'abbassamento della pescaia di Cappiano.
Le acque del Lago Nuovo poterono finalmente defluire nell'Arno.
Il 15 novembre del medesimo anno, Donna Alfonsina stipulò con Firenze un affitto quinquennale del Lago Nuovo, delle calle di Cappiano,del monopolio della pesca e della concessione delle licenze; inoltre si impegnò ad inviare ogni anno a Firenze 22 tonnellate di pescato - lucci, tinche ed anguille -
Sotto la saggia amministrazione di Donna Alfonsina cominciò per i contadini e per i pescatori del bacino del Padule una vera e propria Età dell'oro.
Le ragioni che consentirono il verificarsi di una età dell'oro sono due:
1- le decisioni prese da donna Alfonsina;
2- il metodo usato per far rispettare il Regolamento prescritto.
Le DECISIONI prese da donna Alfonsina per ridurre il perimetro del Lago Nuovo e guadagnare così terreni coltivabili e non ammorbati da aria putrescente furono tre:
- fece demolire le pescaie di Cappiano;
- fece costruire ex novo il Fosso della Madonna, largo e profondo, nel quale vennero convogliate le acque degli immissari del Padule;
- fece scavare tanti canaletti per impedire il ristagno delle acque che avrebbero ammorbato l'aria.
Grazie a questi tre interventi i terreni coltivabili rimanevano scoperti per tutto l'anno; i pesci provenienti dagli immissari finivano tutti nel Fosso della Madonna; e nel medesimo fosso finivano tutte le anguille provenienti dal mare.
Il rispetto del Regolamento venne garantito dall'assunzione di due fattori ben retribuiti e alloggiati nel Casone di Stabbia.
Un fattore controllava il tratto di bacino compreso fra Stabbia e Ponte a Cappiano;
l'altro fattore controllava il rimanente bacino.
L'acqua corrente del Fosso della Madonna impediva l'ammorbamento dell'aria.
I due fattori impedivano la pesca di frodo e di conseguenza l'estinzione del patrimonio ittico del Padule.
I contadini della Valdinievole, grazie ai nuovi terreni ricavati dal Padule prosciugato, realizzarono raccolti di grano e di biade talmente grandiosi che non si sapeva dove riporli.
Per immagazzinare il grano invenduto, nonostante l'abbassamento dei prezzi, furono scavate ben 40 buche (silos) nel Palazzo di Stabbia dove risiedevano i due fattori di Donna Alfonsina.
L'abbondanza della raccolta di biade e di fieni indusse moltissimi contadini ad allevare vacche, pecore e porci. Non si era mai visto in Padule un così gran numero di bestie.
Il mercato della carne da macello diventò così fiorente che dovettero essere ripristinate antiche strade per poter raggiungere i mercati di Empoli e di altre località dei dintorni.
Ed anche chi non praticava l'allevamento poteva mangiare tanta carne perché i prezzi erano molto bassi.
I pescatori furono addirittura più fortunati dei contadini. In nessuna epoca della storia furono catturate tante centinaia di quintali di anguille come in quella di Donna Alfonsina.
Queste anguille , oltre che a Firenze, venivano vendute perfino a Milano e a Roma. Ed era tale l'abbondanza del pescato che si rese necessaria la costruzione di vivai disseminati un po' dappertutto per assicurare a Firenze e ad altre città l'approvvigionamento ittico nel periodo della Quaresima. 
Inoltre tutti i contadini avevano in casa decine di chilogrammi di anguille sotto sale.
L'età dell'oro durò soltanto tre anni.
Poiché Donna Alfonsina non aveva potuto provvedere nei tempi previsti 
al pagamento dei canoni pattuiti, la Repubblica di Firenze mise all'asta il Padule in data 25 febbraio 1518.
I Medici si aggiudicarono l'asta per 2.500 scudi.
Donna Alfonsina di lì a pochi mesi morì. E anche il figlio Lorenzo, sempre nel 1519, passò a miglior vita.
Poco dopo i Medici vennero cacciati da Firenze e si aprì per il nostro Padule un'altra pagina, nera, della sua storia.

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