sezione A                                               Indice sezione A-B                                  Indice generale

Accattonaggio ed emigrazione

Dal 1800 al 1900 l'attività manifatturiera più praticata a Fucecchio era stata quella tessile.
Fucecchio era un paese di linaioli, di tintori, di filandole, di tessandoli e tessandole, di calzettaie e di magliaie.
Non c'era casa di paese e di campagna che non disponesse di un telaio.
Esistevano anche le botteghe dove si fabbricavano tessuti e nelle quali lavoravano dalle dieci alle venti operaie.
Quando passò il treno della motorizzazione dei telai gli artigiani fucecchiesi preferirono ignorarlo. Gli artigiani di Prato, invece, ci salirono a volo.
Prato decollò; Fucecchio precipitò in una recessione irreversibile.
All'inizio del secolo ventesimo la situazione economica del nostro paese era veramente disastrosa: non c'era lavoro per nessuno.
Molte persone, allora, si dedicarono all'accattonaggio. Quasi tutti i giorni, all'alba, lasciavano il paese e a piedi raggiungevano i paesi e le cittadine dove si svolgevano i mercati settimanali, le fiere annuali o importanti festività locali.
Chi si vergognava a praticare questa attività, emigrava nell'Italia settentrionale dove , per alcuni mesi dell'anno, erano molto ricercati i fornaciai, cioè operai che sapevano produrre laterizi.
Al termine della "stagione" rientravano a Fucecchio in attesa di ripartire.
I fornaciai si portavano preferibilmente in Emilia ed erano accompagnati dalla moglie e dai figli dato che potevano usufruire di un alloggio gratuito.
Un'altra categoria di "stagionali" erano i calzolai che raggiungevano addirittura la Corsica.
Alcune famiglie lasciarono per sempre Fucecchio ed emigrarono quasi tutte in Francia.

fucecchionline.com  di  G. Pierozzi  ®  2002 / 2012

 


riproduzione vietata senza l'autorizzazione del legittimo proprietario