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Abate Placido

Questo benemerito abate cercò di tamponare la falla economica aperta dal dissipatore abate Gregorio.
Gregorio aveva venduto, anzi svenduto, quasi tutte le proprietà terriere e moltissimi altri beni del monastero di S. Salvatore.
L'abate Placido tentò di recuperare tutte quelle proprietà e tutti quei beni.
Egli confidava moltissimo nella disponibilità dell'imperatore Enrico VI° - quello che nel 1187 aveva elevato Fucecchio al rango di Comune -.
Nel luglio del 1194 l'imperatore si trovava a Pisa.
L'abate Placido lo raggiunse e riuscì a conferire con lui. L'abate gli chiese il PRIVILEGIO di poter annullare tutte le infeudazioni o alienazioni di beni fatte illecitamente dall'abate Gregorio. Per effetto di questo PRIVILEGIO l'abbazia di S. Salvatore avrebbe potuto recuperare tutti quanti i possessi che le erano stati donati con atti notarili dai conti cadolingi.
Il 18 luglio 1194 l'imperatore Enrico VI° concesse al nostro abate Placido il PRIVILEGIO richiesto.
Purtroppo il PRIVILEGIO non diventò mai esecutivo.
I guasti operati dall'abate Gregorio e l'esercizio del potere da parte delle magistrature comunali segnarono l'inizio della parabola discendente della abbazia fucecchiese. L'abate Placido aveva tentato l'impossibile.

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