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Giovanni  Settesoldi

Premio Leone Rampante 2007

E' nato a Fucecchio nel 1973
Dopo aver iniziato come creativo all'agenzia ''Creo'' di Fucecchio e dopo un breve periodo in un'agenzia di New York, nel 1998 si trasferisce a Milano ed entra alla ''Ogilvy & Mather'' come junior art director, seguendo, tra le altre, le campagne pubblicitarie di Bulgari e Kodak. Nel 1999, passa in ''Publicis'', dove lavora per Lancome, Renault, Il Sole 24 Ore e Saeco.
Nel 2001 entra a far parte del reparto creativo di ''J.W. Thompson'' come art director, seguendo marchi come Heineken, Piaggio, Kellogg's, Vodafone e Mazda.
Poi, nel 2004, viene assunto dall'italoamericana ''D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO'' e per Bio Presto Henkel realizza uno spot prodotto a fine luglio 2004 vicino a Palmdale, nel deserto della California. Poco dopo aggiunge nel suo portfolio e in quello dell'agenzia lo spot per Campari mix.
Nel 2005-2006 la ''J.W. Thompson'' lo rivuole per la sede di Parigi dove inizia lavorando su un progetto Tele2. Subito dopo parte per l'Argentina a seguire le riprese progetto Knorr, e da lì iniziano le soddisfazioni a livello internazionale e riconoscimenti in serie in Francia, dove è 2° nel ranking creativo, negli Stati Uniti e in Inghilterra.
 

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1 marzo 2012 - da Gonews.it

Giovanni Settesoldi, anzi 'Seven Money'. In 15 anni il salto di carriera in America
Storia di un 'talento' esportato negli Stati Uniti dopo aver vinto per cinque volte il Leone d'Oro di Cannes

Dopo tanti successi riscossi in 15 anni di carriera in giro per il mondo con le sue campagne pubblicitarie, ed aver lavorato per svariate agenzie di rilievo internazionale, prima a Milano e poi a Parigi, e aver ricevuto per cinque volte il Leone a Cannes, per l’ormai famoso creative director fucecchiese Giovanni Settesoldi, si è avverato il grande sogno della vita: lavorare negli Stati Uniti d’America. Dal 1° gennaio 2012, infatti, è stato chiamato dell’agenzia Energy-Bbdo di Chicago, Illinois, insieme al suo inseparabile copy writer Luissandro Del Gobbo con il prestigioso incarico di senior vice-president e direttore creativo e appena arrivato è stato omaggiato dal più importante quotidiano d’America: il New York Times ha dedicato un articolo proprio a loro.

“Sono contento e ancora incredulo per questo incarico – racconta Settesoldi -, emozionato all’inverosimile quando una mattina ho aperto il New York Times e ho letto: “Energy-Bbdo poaches Grey Paris top creative duo, Giovanni Settesoldi and Luissandro del Gobbo”.
Giovanni Settesoldi, 39 anni, è partito da Fucecchio, Firenze, il suo paese d'origine, 15 anni fa quasi per caso e da allora il suo percorso professionale è stato un costante susseguirsi di successi. Ha lavorato per le più importanti agenzie di pubblicità del mondo. Nel 1998 entra alla Ogilvy & Mather seguendo, tra le altre, le campagne pubblicitarie di Bulgari e Kodak. Poi, nel 1999, passa ad un'altra azienda leader, la Publicis dove lavora per Lancome, Renault, Il Sole 24 Ore e Saeco. Infine, nel 2001, approda ad una delle più grandi agenzie del mondo la J.W. Thompson seguendo Heineken, Piaggio, Kellogg’s e Vodafone. Poi arriva l'ora dell'italiana D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, Bbdo. Ma dopo circa un anno la svolta. La J.W. Thompson lo rivuole e per lui ha nel cassetto una proposta alla quale non può rinunciare: lavorare nella sede di Parigi. All'inizio di aprile 2007 lascia J.W. Thompson per passare all’agenzia Grey Paris e adesso è giunto il momento della Energy-Bbdo di Chicago.

“Ho sempre avuto nel cassetto il mito americano fin da quando ero bambino – continua -. Loro avevano un sacco di cose da insegnare che a noi allora sembravano aliene. Tutto quel superfluo che a me è sempre piaciuto, con il loro modo di fare, super friendly, gli sport a noi sconosciuti e la libertà di mangiare tutte quelle schifezze che a noi erano sempre proibite per la nostra salute (fortunatamente)”.

Tre anni fa Settesoldi ha vinto a Cannes, il Leone d’oro, massimo riconoscimento internazionale per i creative director, un po’ come l’Oscar per gli attori e ogni anno si è alternato sul palco fra argento e bronzo con varie campagne nazionali e internazionali.

“Mi sembra ancora di stare in vacanza – racconta Settesoldi -, anche se in agenzia ogni mattina ci sono 290 persone che mi aspettano, non perché abbia io le chiavi della porta d’ingresso, ma perché aspettano di essere diretti nel loro lavoro. Una grande soddisfazione ma anche un enorme responsabilità. Avendo sopra di me solo una persona alcune volte la pressione si fa sentire, e qui se sbagli una volta puoi tornare a casa da un giorno all’altro. Per fortuna un po’ per carattere, un po’ per incoscienza non mi preoccupo più di tanto. Anche perché, visto che comunque a Chicago una buona pizzeria manca davvero, qualcuno prima o poi dovrà pure pensarci”.
A Chicago lo chiamano già, Seven Money.
 

fucecchionline.com  di  G. Pierozzi  ®  2002 / 2012

 


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