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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area Piazza dei Caduti
LA ROCCA

Mentre le piazze – Vittorio Veneto, Poggio Salamartano, dell’ospedale, Niccolini e Cavour-rappresentano il cuore della Contrada, la rocca ne rappresenta il polmone.
La rocca, almeno dal punto di vista visivo, è l’area più monumentale della Contrada di S. Andrea. Essa si presenta con ben quattro torri, un palazzo-fattoria con annessi o pertinenze a dir poco poderosi, tratti intonsi delle tre cerchie di mura, la scala a cordoli che dalla Piazza Vittorio Veneto sale all’ingresso del Palazzo-Fattoria Corsini, una foresteria, un boschetto, un giardino, un grande parco, una ghiacciaina, ed una imponente statua di marmo bianco di Carrara. Ed ognuna di queste voci costituisce di per sé un monumento. Se poi ci soffermiamo sulle destinazioni d’uso del Palazzo e delle pertinenze il numero dei monumenti aumenta a vista d’occhio.
Dopo aver salito la scalinata a cordoli ed essere entrati attraverso una porta laterale nel cortile del Palazzo, lastricato e punteggiato da porte , attraversato un arco in fondo al cortile, penetriamo nell’area della rocca vera e propria. L’ingresso in quest’area fa sussultare qualsiasi spettatore vuoi per l’imponenza sia della torre Grossa sia della statua in marmo bianco di Eloisa. Si entra in un altro mondo dove gli assi storici portanti si coniugano in maniera armoniosa. Presente, passato e futuro, sì, anche futuro, si armonizzano mirabilmente. Indimenticabili gli spettacoli teatrali che la regista Firenza Guidi ha realizzato in quest’area. Quello di Firenza è il teatro del futuro anche se rappresenta spaccati di vita del passato più o meno lontano.
La rocca è davvero incantevole anche se molte volte non ce ne rendiamo conto.


La Rocca durante l'opera di restauro - 1989  (foto di Giacomo Pierozzi)



Ma cos'è la rocca? Perché Fucecchio nel lontano 1300 ne venne dotato? E da chi?

Fucecchio era rimasto sotto la protezione di Lucca, la guelfa, fino al 1314, l'anno in cui ne divenne Signore il ghibellino Uguccione della Faggiola.
Il nostro comune, dopo le devastazioni operate nel nostro territorio da Castruccio Castracani, succeduto a Ugo della Faggiola, chiese protezione militare - cioè la sottomissione - a Firenze. Firenze, dopo aver constatato che la posizione di Fucecchio era strategicamente apprezzabile per la difesa del contado fiorentino dagli assalti di Uguccione prima e di Castruccio poi, Signori della nemica Lucca, si dichiarò disponibile a proteggerci militarmente ma a condizione che le permettessimo di poter costruire nell'area dell'ex castello di Salamarzana o castello vecchio di Fucecchio una rocca (fortezza). Naturalmente anche Fucecchio doveva dare il suo contributo provvedendo, a costruzione ultimata, alla manutenzione della Rocca e al sostentamento della guarnigione militare fiorentina che avrebbe presidiato la fortezza. Fucecchio accettò queste condizioni.
I lavori di costruzione della rocca, diretti da un frate, padre Giovanni, in collaborazione con il fiorentino Cagnazzo di Bonaiuto, iniziarono nel 1322 e si conclusero nel 1330, l'anno in cui il comune di Fucecchio si sottomise formalmente al Comune di Firenze.
La rocca era formata da tre cerchie di mura, da quattro torri e da una casa fortezza con adiacenze.
La torre di mezzo , sulla cima più alta, si trovava all'interno della prima cinta muraria. Essa si concludeva con una abitazione che poteva essere isolata dal resto della fortificazione.
La torre grossa o fiorentina e la torre del soccorso o pagliaiola si trovavano nell'area compresa fra la prima e la seconda cerchia muraria. Entrambe le torri erano addossate ,per un lato, alla prima cinta muraria. Presso la torre grossa c'era un ponte levatoio.
La quarta torre si innalzava sulla porta di accesso, la porta fiorentina, aperta nella terza cinta muraria.
Tutte le torri erano coperte a tetto. Gli spazi interni erano a volte murate e solai di legno.
All'interno delle torri c'erano armi, attrezzi da lavoro e riserve di cibo.
Nel circuito fortificato della rocca si entrava attraverso due porte: la porta Rosselmini che immetteva direttamente nel paese; la porta fiorentina collegata con la via che conduceva a Firenze.
La parte più bassa della cinta muraria era guardata da tre torricelle.
All'interno della rocca vi erano 6 tettoie, una casa murata ed altre case costruite con materiale deperibile. Vi erano anche due palazzi: quello nuovo e quello vecchio
La difesa della rocca era affidata ad un corpo di venti armati forestieri comandati da un castellano, pure lui forestiero. Il comandante della rocca restava in servizio per quattro mesi e riceveva un compenso mensile di 20 lire. Ai venti fanti, invece, venivano corrisposte soltanto 5 lire.
A Firenze spettava la difesa della Rocca; a Fucecchio spettavano invece gli oneri della manutenzione della fortezza e del vettovagliamento del presidio militare. A tal proposito il nostro comune eleggeva due ufficiali che avevano piena autorità di spendere denaro pubblico sia per i rifornimenti alimentari sia per le opere di manutenzione che venivano segnalate da due ispettori fiorentini a ciò delegati.

La rocca in disarmo

La rocca di Fucecchio, diventata operativa nel 1330, ebbe una notevole importanza militare finché rimase una rocca di confine della Repubblica di Firenze.
A partire dal 1399 la nostra rocca non costituì più l’ultimo baluardo fiorentino contro Lucca. Il nostro posto venne preso da Altopascio, conquistato da Firenze proprio nel 1399.
Dopo la conquista di Arezzo (1384), di Pisa (1406) e Cortona (1411), Fucecchio non si trovava più nella linea di confine della madre patria, bensì all’interno dell’area fiorentina. Per questa ragione il 14 febbraio 1415 le autorità fiorentine affidarono la rocca alla custodia dei comune di Fucecchio che poteva concederla addirittura in affitto a privati che ne avessero avanzata richiesta purché si fossero impegnati a rispettare certe condizioni a garanzia dell’efficienza e della integrità dei fabbricati. La concessione sarebbe stata assegnata tramite gara di INCANTO al maggiore offerente.
Il primo affittuario fu Simone di Maestro Tommaso che vinse la gara di incanto, nel
1416, con 1’offerta di 9 lire e 14 soldi per ogni semestre di affitto. La durata del contratto di affitto fu fissata in dieci anni.

Gli altri affittuari della rocca dal 1416 al 1643

In questo periodo, dal 1416 al 1643, il castello di Fucecchio cambiò fisionomia:
sparirono le mura castellane, sparirono i fossi (fossati), i ponti levatoi e quasi tutte le torri ad eccezione di quella di S. Andrea in fondo a via Castruccio. Rimase quasi intatta la rocca.
La nostra fortezza, a partire dal 1415, venne utilizzata come magazzino da parte di coloro a cui veniva concessa in affitto.
Fra i numerosi affittuari ci piace ricordare Giovan Battista Capponi di Firenze, il fattore delle possessioni granducali di Stabbia, donna Maddalena Cortesi e la Commenda di Altopascio (1591).
Ma intanto anche le mura della rocca non sfuggirono all’opera di demolizione più o meno clandestina che caratterizzò il periodo in esame. Da un documento dei 3 giugno 1573 risulta che ”le genti di Fucecchio lavorando le piagge circostanti la rocca, non hanno esitato a sottrarre mattoni alle mura che via via andavano in rovina, tanto che dei mattoni rovinati si sono serviti per murare le loro case”.

Il 18 marzo 1643, Bartolomeo e Neri, figli del marchese Corsini, dopo aver acquistato per 70.000 scudi la Fattoria di Fucecchio venduta dal granduca Ferdinando II, ricevettero in affitto dallo scrittoio delle Reali Possessioni l’area della rocca per l’annuo canone di 99 lire e 96 centesimi da pagare al Comune di Fucecchio.

Gli ultimi 3 proprietari della rocca 1782-1981

Il 30 novembre 1782 il granduca lorenese Pietro Leopoldo I concesse la rocca in proprietà al Comune di Fucecchio.
Il nostro comune riconfermò la concessione della rocca, in affitto, alla famiglia Corsini. Dal 10 aprile 1676 il nostro comune aveva ottenuto dai Corsini la concessione in affitto perpetuo dell'area dell'attuale piazza Montanelli. Il Comune pagava un canone annuo al Corsini per la piazza Montanelli; il Corsini pagava un canone annuo al Comune per la rocca.
Il 7 dicembre 1864, grazie ad un atto di permuta, i Corsini diventarono proprietari della rocca mentre il Comune diventò proprietario della piazza Montanelli.
Nel 1980 gli eredi Corsini hanno venduto ad una Società privata tutta la Fattoria Corsini, rocca compresa.
Nel 1981 il Comune di Fucecchio ha acquistato la rocca e tutte le sue pertinenze: parco, palazzo, magazzini, cantine, appartamenti del fattore e degli ospiti. A distanza di un secolo il nostro comune è ridiventato proprietario della rocca.

Le destinazioni d'uso del palazzo, della fattoria e delle rispettive pertinenze hanno trasformato l'area della rocca in un polo culturale ed in un centro turistico di notevole spessore.
Nell'ex Palazzo Corsini sono stati realizzati due musei - quello archeologico e quello ornitologico - una pinacoteca , una galleria d'arte destinata ai quadri del pittore fucecchiese Arturo Checchi.
L’abitazione del fattore e degli ospiti (la foresteria) sono state destinate a sale espositive per mostre di ogni genere: fotografiche, scultoree, pittoriche.
Nel granaio sono ospitate la bellissima biblioteca comunale e l'archivio storico,
La cantina è stata ridotta ad auditorium.
Il frantoio è diventato il laboratorio teatrale della regista Firenza Guidi.
Nelle altre pertinenze hanno trovato posto il CIAF, un pub, un ristorante e l'informagiovani.

 

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