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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area di via Castruccio e via F. Bracci
PORTE, TORRI E MURA


1 - Porta Gentile  6 - Porta e Torre della Valle  7 - Porta e Torre al Noce o di Valdarnese
8 - Porta e Torre di S. Andrea  9 - Porta e Torre Celli o Porticciola

L’intero centro abitato, nel 1300, sia quello posto sulla collina che quello ai piedi della medesima, era circondato da un muro castellano  che poteva raggiungere l’altezza di tre o quattro metri. Di queste mura castellane ne è rimasto soltanto un tratto, quello che perimetra un lato del Poggio Salamartano.
Nel muro castellano si aprivano ben nove porte sormontate tutte quante da torri. Ebbene, cinque di queste porte sono appannaggio di questa contrada. E le altre quattro? Due appartengono alla Porta Raimonda e le altre due alla Porta Bernarda.
Le porte con Torri della nostra Contrada erano la Gentile, la Porticciola, la S. Andrea, Porta al Noce e Porta La Valle.
Queste porte, sempre sorvegliate da sentinelle armate, permettevano ai Fucecchiesi ed anche ai forestieri di entrare e di uscire dal paese. Di notte nessuno poteva entrare od uscire perché venivano sprangate.

La Porta trecentesca di S. Andrea, ribattezzata Porta di Castruccio, posta in fondo a via Castruccio. era la più giovane delle 9 porte aperte nelle nostre mura castellane. La torre ad essa sovrastante era sopravvissuta fino al 10 agosto 1944. All’interno della  torre c’erano tre stanze sovrapposte. Si poteva salire  sulla cima della torre tramite strette scale di legno che si trovavano dentro le tre stanzette. Sulla cima della torre, fino al 1938, vi erano cinque merli per lato e sotto di essi un ballatoio per i soldati che vi montavano la guardia.
Nel 1938 la torre venne stonacata, i merli vennero ridotti a quattro per lato – per ragioni di consolidamento  - ed i mattoni  in bellavista furono puliti e lustrati strofinandovi sopra la vinaccia.
Questa porta, a partire dai primi anni del 1900, in occasione della festa annuale del Corpus Domini, veniva chiusa perché vi si montava un altare veramente grandioso dove avrebbe fatto la prima sosta la processione e dal quale il sacerdote avrebbe impartito la benedizione con il Corpo di Gesù contenuto nell’Ostia inserita in un ostensorio.  I membri della società del Corpus Domini stendevano anche un grande telo  all’altezza del secondo piano dei due edifici che facevano da corona all’altare.  Via Castruccio veniva disseminata di fiori e di rametti di bosso. In alcune aree strategiche Orazzino Papini realizzava dei grandi quadri campiti cromaticamente con i petali dei fiori. Era una infiorata anti litteram. Subito dopo il passaggio della processione, gli insuesi raccoglievano alcuni rametti di bosso, benedetto dal passaggio della processione, e lo legavano fuori dalla finestra per ottenere la protezione dai fulmini.


Ma nell’estate del 1944, quando la guerra passò anche da Fucecchio, i soldati tedeschi minarono la torre di Castruccio e la fecero saltare in aria la notte del 10 agosto 1944.

Porta al Noce sormontata dalla torre si trovava in fondo a via Valdarnese oggi Franco Bracci.
Una lapide di marmo ci ricorda ancora un fatto d’armi che ebbe per protagonisti Castruccio Castracani e i Fucecchiesi
Questo il testo rievocativo di quel fatto:

 

LA  NOTTE DEL 20 SETTEMBRE 1323
ENTRATO PER TRADIMENTO
IN  FUCECCHIO
CASTRUCCIO CASTRACANI ANTELMINELLI
FERITO NEL VOLTO E NELL’ORGOGLIO

IL MATTINO DEL 21
FUGGIVA DA PORTA AL NOCE
RICACCIATO DAL POPOLO IN ARMI

CHE RISCATTAVA L’INSIDIATA LIBERTA’
COL VALORE DEI SUOI FIGLI
E COL SANGUE DEI TRADITORI

 

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