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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area Piazza dell'ospedale
MONASTERO DI S. ANDREA

Nel 1330 la fiorentina monna Lippa, figlia di Gherardo dei Bostichi e vedova del fucecchiese Vanni della Volta, dopo essersi accordata con alcune sue amiche caritatevoli e timorate di Dio, fondò a Fucecchio un monastero per clarisse dell'ordine francescano.
La costruzione del monastero sull'area adiacente alla preesistente chiesa di S. Andrea (1239) situata nell'attuale piazza dell'Ospedale, venne iniziata nel luglio del 1330.
La realizzazione del monastero intitolato poi a S. Andrea richiese 4 anni di lavoro.
Il 17 gennaio 1334, dopo aver fatto professione dei voti di obbedienza, povertà e castità nella chiesa di S. Andrea, fecero il loro ingresso nel monastero queste 9 religiose, ricevute dal provinciale dei conventi di Toscana, padre Pietro dell'Aquila:

1- monna Lippa, vedova di Vanne della Volta, detto Ragliante
2- suor Paola, cugina di monna Lippa
3- Taddea, cugina carnale di monna Lippa
4- Angiola, cugina carnale di monna Lippa
5- Lisetta Berti da Pietrasanta
6- Giulia da Bocca d'Elsa
7- Andreina da Firenze
8- Margherita da Fucecchio
9- Agata da Fucecchio

Insieme alla 9 religiose fecero il loro ingresso nel monastero 2 novizie (Caterina Vinciarelli da Buggiano ed Andreina da Fucecchio) e 4 inservienti.
Frate Andrea di Versilia fu nominato confessore del Convento.
La vita claustrale vera e propria iniziò il 26 maggio 1334, il giorno in cui venne trovata l'acqua nel pozzo la cui escavazione era iniziata il 17 gennaio su ordine del frate confessore.
Secondo il rituale francescano, il padre confessore, monna Lippa e le altre 8 religiose bevvero un sorso di quell'acqua. Subito dopo osannarono alla provvidenza del Signore che le aveva volute dotare di tanta ricchezza.
Quasi sicuramente monna Lippa fu la prima Badessa.
Due secoli dopo la nascita del Monastero, anche le monache del monastero di S. Andrea, come quelle degli altri monasteri dello stato fiorentino, erano assillate dal quotidiano bisogno di risolvere i problemi della sussistenza, quelli della manutenzione dei fabbricati e quelli non meno facili della liturgia ( non era facile trovare un sacerdote confessore od officiante quando non si avevano i soldi per pagarli).
La Signoria allora, nel 1544, tentò di alleggerire i monasteri dei problemi della quotidianità istituendo per ogni monastero degli Operai (amministratori) che avrebbero dovuto provvedere alla manutenzione dei fabbricati, al reclutamento e al pagamento di un sacerdote officiante.
Per il Monastero di S. Andrea vennero nominati 4 Operai che esercitarono la loro funzione fino al 1783, l'anno in cui venne soppresso anche l'Ordine a cui appartenevano le monache di S. Andrea.
Il Monastero rimase in vita per 451 anni : esso venne soppresso dal Granduca Leopoldo I° nel 1783, fu chiuso nel 1785 e fu venduto, due anni dopo, insieme alla chiesa, al fucecchiese Montanelli. Il Monastero seguì poi la medesima sorte della chiesa di S. Andrea (vedi Chiesa di S. Andrea).
Le clarisse, però, non lasciarono il paese. Nel 1785 vennero trasferite d'autorità nel Monastero di S. Salvatore sul Poggio Salamartano: furono obbligate dal Granduca della Toscana ad insegnare a leggere e a scrivere alle fanciulle di Fucecchio.
Due anni prima, e precisamente nel 1783, dal Monastero di S. Salvatore erano stati mandati via dal Granduca della Toscana i frati francescani conventuali, quelli che indossano il saio nero, che vi si trovavano dal 1300. Un paio di mesi dopo la cacciata dei frati conventuali vi venne trasferito un esiguo gruppo di monache romualdine che avevano il loro monastero nell’attuale Corso Matteotti. Esse furono obbligate ad insegnare a leggere e a scrivere alle fanciulle di Fucecchio. Perciò le 43 clarisse del Monastero di S. Andrea quando si trasferirono sul Poggio Salamartano ci trovarono la piccola Comunità delle romualdine, dette anche oblate bianche.

Ma chi era S. Andrea?

S. Andrea, apostolo e martire, era stato sempre festeggiato solennemente ogni anno, a Fucecchio, dal 1239 al 1784.
La chiesa e il monastero che occupavano quasi tutta l'area dell'attuale Piazza dell'ospedale erano intitolati a S. Andrea apostolo e martire.
Il 30 novembre si faceva una grande festa nella chiesa. Vi prendevano parte i canonici della Collegiata, i padri conventuali di S. Salvatore e, a partire dal 1619, anche alcuni frati minori del Convento La Vergine.
A questa festa partecipava in massa tutta la popolazione insuese.
Dopo la soppressione della chiesa e del monastero di S. Andrea, il culto del santo si spense quasi istantaneamente.
Il Palio delle Contrade ha resuscitato nel 1981 il culto di S. Andrea titolare della Contrada insuese.
Ogni anno, la sera del 30 novembre, un nutrito gruppo di figuranti della Contrada, preceduto dai Tamburi, si reca nella chiesa Collegiata e assiste ad una S. Messa celebrata in onore di S. Andrea.
Al termine della Messa, solennizzata dalla presenza della Corale S. Cecilia di Fucecchio, viene effettuato davanti all'altare di S. Andrea posto nella cappella Corsini il battesimo dei contradaioli nati nel corso dell'anno.
Dopo questa cerimonia i tamburi e i figuranti ritornano nella sede della Contrada posta al piano terra del Palazzo Montanelli della Volta in Via Guglielmo S. Giorgio. Qui viene offerto a tutti i presenti un rinfresco.
Sul dossale della cappella del Palazzo Montanelli della Volta vi è una pala con l'effigie di S. Andrea in compagnia dei due “cenci” vinti dalla Contrada. Anche questa pala tiene vivo per tutto l'anno il ricordo del santo apostolo.

biografia del santo

Andrea, figlio di Giona, era il fratello minore di Simon Pietro.
Dalla nativa città di Betsaida, la famiglia di Giona emigrò a Cafarnao.
Qui, Pietro e Andrea facevano i pescatori nelle tranquille acque del Lago di Tiberiade.
Una volta Andrea andò ad ascoltare Giovanni Battista, colui che annunciava l'arrivo del tanto atteso Messia.
Il Battista fece subito breccia nel cuore del fratello di Simon Pietro.
Andrea ne divenne subito un discepolo e lo seguiva ovunque.
Finalmente il Messia, Gesù, arrivò.
- E' lui il Messia - gli disse Giovanni Battista.
E Andrea divenne il primo apostolo di Gesù.
Seguì sempre il divino Maestro in spirito di umiltà e di obbedienza.
Il Vangelo ci parla di Andrea soltanto in occasione della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Fu lui che presentò a Gesù il ragazzo che aveva con sé qualche pesce e qualche pane di orzo.
Dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo, Andrea andò, secondo quanto asserisce lo storico Eusebio, nella selvaggia Scizia, nella Russia meridionale, a predicare la Buona Novella.
In seguito si portò in Grecia. E proprio a Patrasso venne crocifisso su di una croce decussata, a braccia eguali.
Le reliquie di S. Andrea furono trasportate a Costantinopoli e poi ad Amalfi.
Nel 1462 la testa di S. Andrea venne portata in S. Pietro a Roma.
Il pontefice Paolo VI nella seconda metà del presente secolo ha restituito la testa di S. Andrea alla Chiesa orientale che l'ha sistemata a Patrasso.

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