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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area del Poggio Salamartano
COLLEGIATA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Questa Collegiata con la facciata a riseghe rivolta verso Piazza Vittorio Veneto e ricostruita ex novo a partire dal 1784 sull'area della vecchia Pieve di S. Giovanni Battista venne inaugurata il 3 ottobre 1787, festa di S. Candido patrono di Fucecchio.
La vecchia Pieve era stata "spoliata" e demolita nel 1780. Nel medesimo anno erano state fatte anche le fondamenta. I lavori furono però subito interrotti per ordine del granduca Leopoldo I. Due anni dopo, il granduca prescrisse anche la demolizione dell'ex campanile della pieve che si trovava in corrispondenza dell'attuale portone della Collegiata.
La chiesa, in stile neoclassico, è ad una sola navata con sei Cappelle a nicchia.
Essa fu progettata dall'architetto Giuseppe Vannetti che si avvalse della collaborazione dell'ingegner Francesco Sodi e della supervisione di Zanobi Del Rosso, architetto di Sua Altezza Reale il Granduca di Toscana Pietro Leopoldo I.
Il campanile della Collegiata, per volontà del granduca Leopoldo I, è quello incorporato nel retro della vicina chiesa di S. Salvatore.

Opere e dotazioni aggiuntive

Nel 1794 venne murato sopra il tetto della sagrestia un campanilino con campana per alleggerire il lavoro del sagrestano-campanaro.
Nel medesimo anno vennero tamponate sulla facciata, al di sopra dell'architrave del portone della Collegiata, una decina di riseghe per impedire ai ladri diurni e notturni di piccioni di cadere dalle riseghe su cui si arrampicavano, visto che i divieti non avevano impedito delle cadute rovinosissime. Le tamponature delle riseghe sono state eliminate negli anni '80 dall’arciprete don Idilio Lazzeri.

Nel 1803 vennero realizzati gli altari delle sei cappelle a nicchia.
I tre altari sulla destra della navata sono:

- l'altare della Madonna col Bambino e due santi con tela ad olio del neoraffaellita Gaspero Martellini (1785-1857)
- l'altare di S. Lucia con statua in gesso colorata
- l'altare del SS. Sacramento con due tele di autore ignoto:
La Madonna col Bambino
Il martirio di S. Lucia

I tre altari della navata sinistra sono:
- l'altare del Fonte Battesimale con pala dipinta nel 1526 da Pier Francesco Foschi
- l'altare della Madonna dei sette dolori con piccola tela del 1700
- l'altare della Madonna di Piazza con altorilievo del 1600



Nel 1805 venne eretto, su disegno del Marcellini, l'Altar Maggiore tenuto a battesimo dalla Reggente Maria Luisa, moglie del nostro defunto re, Ludovigo Borbone di Parma.
Sotto la mensa di questo altare era custodita l'urna di San Candido.

Nel 1824 fu costruita la scalinata grandiosa in pietra serena su progetto dell'ingegner Pietro Carraresi.
Nello stesso anno, grazie ad un lascito, fu realizzata la pavimentazione della chiesa con mattonelle quadrate bianche e nere di marmo.

Il 5 marzo 1829, sotto la cuspide della facciata venne collocato l'orologio girellone con il quadrante rotondo e bianco sormontato dalla campana che per alcuni secoli era stata la martinella del nostro Palazzo Comunale.

Nel 1847 il Capitolo dotò il portone della chiesa di una bussola fabbricata dal falegname fucecchiese Gaetano Guerrazzi con 101 tavole d'abete di Moscovia.

Il 29 gennaio 1850 venne inaugurato il nuovo organo, un Agati, al posto del vecchio e trasandato Tronci. Il nuovo organo fu pagato quasi per intero dalla Compagnia di S. Candido. Nel 1976 la Ditta Chicchi Rosario e Figli di Sovigliana ha provveduto alla ripulitura ed alla elettrificazione della ventilazione dei mantici. Nel 1997 l'organo è stato arricchito con un marchingegno collocato nel coro.

Nel 1873 furono eseguite le scanalature dei pilastri e la decorazione della cupola del transetto a lacunari con rosoni e triangoli. La chiesa venne anche ripulita ed imbiancata. Entrambe le opere furono compiute dai fratelli Bernardo ed Alessandro Bernardini.
Nel dicembre del 1873 la Cappella a nicchia del SS. Sacramento assunse l'attuale profondità per decisione della omonima Compagnia su disegno dell'ingegnere fucecchiese Alcibiade Melani. Successivamente la Cappella venne dotata di due tele di pittori ignoti del XVII secolo:
il Martirio di S. Lucìa e la Madonna del Rosario.

Nel 1975 la chiesa è stata ripulita ed imbiancata dalla locale Ditta Donati Enzo.

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