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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area del Poggio Salamartano
CHIESA DI SAN SALVATORE



1-Casa del Poggio      2-Chiesa di S. Salvatore   3-Foresteria del Monastero di S. Salvatore

Dall'anno 986 al 1105 la chiesa di S. Salvatore, eretta dai Conti Cadolingi feudatari di Fucecchio, si trovò presso il Ponte di Bonfiglio sull'Arno.
In questo periodo la chiesa venne officiata dai monaci benedettini e poi da quelli vallombrosani.
Nel 1105 la chiesa e l'annesso monastero vennero distrutti da un'alluvione dell'Arno e ricostruiti qualche anno dopo, sul Poggio Salamartano dove attualmente si trovano.
La chiesa di S. Salvatore, dopo le distruzioni belliche del 1136 e del 1151, venne ricostruita definitivamente sulla medesima area del Poggio Salamartano nel 1190. Essa venne ancora officiata dai vallombrosani fino al 1294.
Dal 1299 al 1783 venne officiata dai frati neri, i padri conventuali francescani. Fu nel corso dei cinque secoli della loro permanenza nel monastero di S. Salvatore che la chiesa di S. Salvatore assunse la forma e le dimensioni attuali.
Il merito di tutte le modifiche strutturali e di tutte le dotazioni di cui la chiesa si è arricchita nel corso dei secoli fino al 1800 è da ascriversi all'OPA od OPERA che era in effetti un Consiglio di Amministrazione istituito dal nostro Comune nel 1374 e soppresso nel 1788 dal granduca lorenese Leopoldo I.
Il loggiato antistante la chiesa risale al 1500. In quell'epoca e fino al 1785 esso presentava ben 8 arcate tutte del medesimo diametro, uguale a quello delle tre luci grandi dell'attuale portichetto a cinque luci.
Le tre scalinate di accesso, in pietra della Golfolina, vennero realizzate fra il 1750 e il 1789.
La facciata assunse la conformazione attuale ( un finestrone rettagolare munito di vetrata in luogo del primitivo rosone e delle due bifore cieche in cotto decorato con maioliche islamiche nei loro bacini ) nel 1739 quando tutta la chiesa venne rialzata di metri 2,90. Le due porte laterali rispetto a quella centrale furono aperte soltanto nel 1811 quando, per ragioni di clausura vennero tamponate le due porte di sicurezza che si trovavano nelle due pareti laterali della navata della chiesa.
S. Salvatore è a navata unica e con il tetto a capriate ridipinte nel 1974 dalla ditta fucecchiese Donati Enzo che ripulì e ridipinse tutte le pareti interne della chiesa.
Lungo la parete laterale destra della navata sono addossati tre altari :
- Altare della Madonna del Rosario , del 1600, con pedana scolpita in legno del 1682 e con grande dipinto ad olio ( la Madonna che porge il Rosario a S. Domenico ) di Pompeo Caccini del 1600
- Altare del Sacro Cuore, del 1600, con statua in gesso di Gesù risalente al 1930.
- Altare dell'Immacolata Concezione, del 1585, con una grande pala raffigurante l'Allegoria della Concezione, una copia dell'opera di Giorgio Vasari eseguita da uno di questi tre pittori: Baldini, Pomarancio, Portelli.
Sulla parte alta di questa parete, fra il 1785 e il 1790, furono aperte quattro finestrelle protette da grate che consentono alle monache di assistere a tutte le azioni liturgiche che si svolgono nella chiesa.

Lungo la parete sinistra sono addossati :
- L' Altare della Libera o del Carmelo o di S. Agostino, del 1600, con una grande tela dipinta nel 1621 dal pittore Francesco Mati, allievo del Bronzino. Il dipinto è intitolato Allegoria del Giudizio Finale.
- L'Altare del Santissimo Crocifisso, del 1800, nella cui nicchia è collocato un crocifisso ligneo trecentesco, forse quello miracoloso che si trovava nella chiesa di S. Andrea chiusa nel 1785.

- L' organo costruito nel 1624 da Cosimo Ravani di Lucca. E' una autentica preziosità. In occasione del Millenario della chiesa di S. Salvatore ( 1986 ) esso è stato restaurato nel Laboratorio di Restauro Organi Storici di Firenze e sotto la supervisione della Soprintendenza.
- Un vuoto orizzontale nel quale, protetta da un vetro, si trova una statua in cartapesta dipinta di Cristo morto.

L'Altar Maggiore e la balaustra del presbiterio in marmo bianco di Carrara sono del 1711.
L'autore del disegno dell'altare e del presbiterio fu il famoso Giovanbattista Foggini.
L'esecutore del lavoro scultoreo fu Anton Maria Franchi.
La tela ad olio posta sopra l'altare, Gesù Crocifisso, è attribuita a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano, un pittore del 1700.
Nel 1785 ai lati dell'altare furono innalzati i due muretti e la grata lignea a losanghe per impedire ai fedeli l'accesso al coro allo scopo di assicurare la clausura alle clarisse che proprio in quell'anno erano state trasferite nel Monastero di S. Salvatore, annesso alla chiesa.
Nei primi decenni del 1800 venne realizzato sopra l'altare il telone in stucco e vi vennero pure dipinte le tre Virtù Teologali.
Alla sinistra dell'Altar Maggiore vi sono la Cappella di S. Chiara e la Sagrestia inaugurate nel 1986, anno del Millenario della chiesa.
Nella Cappella di S. Chiara sono appesi cinque quadri dipinti dal fucecchiese Gaetano Cenci:
- S. Chiara
- S. Francesco
- S. Chiara che riceve la palma dal vescovo
- S. Chiara che va a consacrarsi nelle mani di S. Francesco a S. Maria degli Angeli
- S. Chiara che scaccia i Saraceni da Assisi
In questa cappella, tutte le mattine, vi viene celebrata una S. Messa a cui le clarisse assistono attraverso una cancellata.
Il coro, ubicato sul retro dell'altar maggiore nel vano base dell'ex campanile di S. Salvatore, con i suoi 17 stalli venne rifatto ex novo nel 1723 dal legnaiolo fucecchiese Maestro Fabio Fanciullacci a cui vennero corrisposti 150 scudi.
Poiché il campanile di questa chiesa nel 1782 passò in proprietà alla Collegiata per volontà del granduca lorenese Leopoldo I, le clarisse fecero costruire sopra il tetto della chiesa, nel 1790, un campanilino le cui due campane sono state elettrificate nel 1984 dalla Ditta Giachi di Montespertoli.


Il campanile di S. Salvatore e il campanilino sul tetto della chiesa

Nel 1782 il campanile del monastero e della chiesa di S. Salvatore dove, dal 1299 al 1782, avevano vissuto ed officiato i frati francescani conventuali, venne assegnato dal granduca Leopoldo I alla Collegiata rimasta senza torre campanaria.
Nel 1783 le Oblate di S. Romualdo, trasferite dal loro monastero posto nell'attuale Corso Matteotti in quello di S. Salvatore, non manifestarono mai alcun disagio per la mancanza di una torre campanaria dato che non potevano più disporre del campanile di S. Salvatore.
Le lagnanze cominciarono a piovere a Firenze, a S. Miniato e a Fucecchio nel 1785 quando vennero trasferite nel Monastero di S. Salvatore anche le clarisse del monastero di S. Andrea posto nell'attuale piazza dell'ospedale.
Le nuove inquiline di S. Salvatore, le clarisse di S. Andrea, costrinsero, prima, le povere oblate di S. Romualdo a lasciare Fucecchio e poi, grazie alla loro instancabile petulanza, ottennero nel giro di pochi anni il permesso di innalzare un loro campanilino sull'angolo posteriore destro del tetto della chiesa di S. Salvatore.
Non soddisfatte, si rivolsero ancora a Firenze per ottenere gratuitamente anche due campane da installare nel loro campanilino.
La Regia Giurisdizione di Firenze, in data 28 gennaio 1790, concesse loro le due campane più piccole dell'ex campanile di S. Salvatore.
Tale concessione venne notificata al vescovo di S. Miniato, monsignor Brunone Fazzi.
Il vescovo ordinò al Capitolo della Collegiata di consegnare alle clarisse insediatesi in S. Salvatore le due campane più piccole dell'ex campanile di S. Salvatore.
Il 6 febbraio 1790 vennero staccate e consegnate alle clarisse le due campanine che recavano queste scritte pervenuteci grazie al canonico don Giulio Taviani, l'onnipresente:

IA - NANNI PISANI ME FECIT ANNO DOMINI 1385

IIA - OPERA SANCTI SEBASTIANIS FECIT FIERI 1561 ME PINUCCIAM

Nel 1819 le clarisse di S. Salvatore commissionarono la fusione di due nuove campane: una di libbre 246; l'altra di libbre 327.
Le due campane sono state motorizzate dalla Ditta Giachi di Montespertoli nel 1984.
Queste campane vengono suonate quattro volte al giorno:
- alle ore 6 per la recita dell'Angelus
- alle ore 7 per la S. Messa
- alle ore 12 per la recita dell'Angelus
- alle ore 20 ( o prima a seconda dei mesi) per la recita dell'Angelus

 


Loggiato della chiesa di San Salvatore
(foto di Giacomo Pierozzi)

 




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