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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area del Poggio Salamartano
CASA DEL POGGIO O DEL CATECHISMO



1-Casa del Poggio      2-Chiesa di S. Salvatore   3-Foresteria del Monastero di S. Salvatore

Sul lato sinistro della facciata della chiesa di S. Salvatore c'è un fabbricato a 3 piani di proprietà della Collegiata e ridotto, a partire dal 7 ottobre 1990, giorno della sua inaugurazione, a Scuola Parrocchiale di Catechismo sotto la denominazione di Casa del Poggio (Salamartano).
Dietro questo fabbricato sono custodite molte pagine significative della nostra storia locale.
Dal 1388 al 1783 questo edificio era appartenuto alla Compagnia della Madonna della Croce detta anche dei Frustati Bianchi.
La Compagnia vi aveva realizzato
- la propria chiesa con cupola al piano terra
- la sede dei confratelli, al piano terra
- gli uffici dei propri magistrati: il priore, i due amministratori, lo scrivano, il camarlingo, i  12 consiglieri al primo piano
- l'appartamento del sagrestano, al secondo piano
- il cimitero nel seminterrato

Nel 1783 la Compagnia venne soppressa dal Granduca Leopoldo I.
Nel 1816 tutto l'immobile della ex Compagnia della Madonna della Croce venne acquistato dal Monastero di S. Salvatore.
Le clarisse ridussero la chiesa e la sede della Compagnia, poste al piano terra, a TINAIA.
Gli uffici della Compagnia e l'abitazione del sagrestano furono ridotti invece a FORESTERIA.
Per effetto della Legge dell'Incameramento dei Beni Ecclesiastici del 7 luglio 1866, la tinaia e la foresteria diventarono proprietà del Demanio del Regno d'Italia.
Nel 1874 il Demanio cedette in proprietà al Comune di Fucecchio i locali della TINAIA. Sempre nel medesimo anno, a seguito di un atto di permuta, il Comune cedette la TINAIA alla locale Arciconfraternita della Misericordia.
La Misericordia ripristinò nella TINAIA la chiesa e la sede dei propri confratelli.
La chiesa della Misericordia, posta sotto il patronato della Madonna di Piazza, detta anche Liberatrice della peste, venne consacrata dall'arciprete della Collegiata secondo il Rituale Romano il 12 febbraio 1876.
Nel gennaio del 1900 la Misericordia acquistò per 2.000 scudi la ex Foresteria dal Demanio dello Stato. La Misericordia ridusse ad uffici delle proprie magistrature le stanze del primo piano. Le stanze del secondo piano vennero adibite ad abitazione del custode di tutto l'immobile.
Il 1° febbraio 1917, il vescovo di S. Miniato mons. Falcini proclamò patrona della Misericordia la Madonna di Lourdes che surrogò così la Madonna di Piazza. Alla Misericordia che aveva realizzato dietro il dossale dell'altare la grotta con la statua della Madonna, compete l'obbligo di celebrare in perpetuo ogni anno, l'11 febbraio, con solennità e decoro la festa dell'apparizione della Madonna.
Nel 1940 la Misericordia affittò i locali adibiti a propri uffici - primo piano - alla Collegiata che li utilizzò come sede dell'Azione Cattolica.
Negli anni '50 la Misericordia affittò alla Collegiata anche il locale della chiesa con la Grotta di Massabielle. La chiesa venne trasformata in sala parrocchiale con palco e schermo.
Il 25 maggio1969 nella chiesa della Misericordia che era stata ridotta negli anni '50 a sala parrocchiale venne inaugurato il Museo Civico.
Nel 1989 l'intero edificio della ex Compagnia della Madonna della Croce, di proprietà della Misericordia fu acquistato dalla parrocchia della Collegiata. Il Museo Civico venne smantellato per consentire alla Collegiata la riduzione dell'edificio a Scuola Parrocchiale di Catechismo.

1- Canonica già sede della Confraternita di S. Giovanni Battista detta anche dei Frustati neri
2- Sala capitolare della Collegiata già chiesa di S. Donnino dei Frustati neri
3- Collegiata di S. Giovanni Battista: al suo posto fino al 1780 c’era stata la Pieve di S. Giovanni
4- Casa del Poggio, già sede della Confraternita della Madonna della Croce o dei Frustati bianchi
5- Chiesa di S. Salvatore
6- Campanile della Collegiata: fino al 1783 era stato il campanile di S. Salvatore
7- Monastero di S.Salvatore.Vi hanno dimoratoBenedettini, vallombrosani, frati conventuali, romualdine e clarisse
8- Muro castellano sopravvissuto alle rovine delle altre tre cinte murarie

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