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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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Area Piazza dell'ospedale
IL PRIMO ASILO INFANTILE


l'Asilo Infantile, a sinistra della foto

Verso la fine del 1800 le famiglie dei “miserabili” fucecchiesi erano formate da non meno di cinque persone, cioè di cinque bocche da sfamare. La colazione dei miserabili era fredda, freddissima: un tozzo di pane quando ce n’era; altrimenti digiuno o qualche frutto di scarto raccapezzato, specie di mercoledì, giorno di mercato, presso qualche bancarella. Il pranzo prevedeva soltanto un secondo costituito il più delle volte da legumi o da patate o da cavoli, da qualche acciuga o da qualche aringa. Soltanto la cena comprendeva un primo (minestra di legumi o di verdura e , d’inverno, la polenta) ed un secondo, sempre molto povero e scarso. La pastasciutta veniva servita, a pranzo, soltanto la domenica. In occasione delle grandi festività la pastasciutta veniva soppiantata da minestrine con il brodo di carne.
Accanto ai notabili azzimati, eleganti e lucidi, vivevano dunque le numerose famiglie proletarie ricoperte di stracci, i piedi scalzi da aprile a settembre, sporche, affamate sempre.
Molte mamme si arrangiavano facendo le colf nelle case dei benestanti; alcuni bambini, i più fortunati, venivano assunti come garzoncelli: questa attività assicurava loro, per lo meno, un boccone di pane visto che la paga settimanale non superava mai i dieci centesimi di lira.
Questa situazione non sfuggì a quanti mostravano di essere animati da un po' di spirito cristiano e sicuramente fu determinante nell’indurre un gruppetto di benestanti a dar vita ad un asilo infantile.


La zona dei miracoli – così era stata battezzata l’area dove sarebbe nata la attuale Piazza dell’Ospedale – dopo aver visto la nascita di una grande scuola maschile (1840-1872), dell’ospedale(1857), della Confraternita della Misericordia (1857), vide nascere nel 1889 l’asilo infantile e, nel 1902, anche il Ricovero di mendicità intitolato a Re Umberto I.
L’asilo infantile di Fucecchio nacque nel 1889 per volontà della Società del monte Sussidi per l’istruzione popolare di Fucecchio. Animatore di questa Società fu Giuseppe Montanelli, omonimo del nostro illustre concittadino.

Nell’asilo venivano ospitati per tutta la giornata i bambini appartenenti a famiglie residenti nel comune di Fucecchio, d’età compresa tra i tre e i sei anni. A sei anni i ragazzini cominciavano a frequentare la scuola elementare comunale.
Per essere ammessi i genitori dei bambini iscritti, dovevano presentare i seguenti documenti:
- Certificato di nascita
- Certificato di sanità che dichiari i fanciulli non affetti da malattie contagiose
- Certificato di subita vaccinazione con esito positivo o sofferto vaiolo
- Certificato di povertà per coloro che chiedono l’ammissione gratuita.
I bambini che appartenevano a famiglie povere venivano ammessi all’asilo in maniera gratuita: venivano loro dati cibo, vesti e biancheria.
Il cibo veniva somministrato ai bambini anche se essi erano assenti purché affetti da malattia. Infatti la refezione veniva portata a casa dei bambini effettivamente malati.
Il pranzo che i bambini ricevevano comprendeva un primo, costituito generalmente da una minestra abbondante (di verdura, di legumi e raramente di carne), e da un secondo in cui comparivano raramente la carne e frequentemente legumi, patate, cavoli. Non mancavano nei lunghi tavoli del refettorio il pane e, incredibile a dirsi, il vino.
L’istituto si manteneva attraverso le donazioni, gli affitti degli immobili che possedeva e le quote dei soci e delle patronesse. I soci contribuenti erano coloro che concorrevano al mantenimento dell’Asilo infantile con il pagamento di una quota annua di cinque lire, le patronesse erano coloro che s’impegnavano a pagare tre lire annue.
Le patronesse svolgevano sia la funzione di soci, sia il ruolo d’ispettrici. Esse potevano infatti in qualunque momento far visita all’asilo e verificare lo stato dell’istituto.
L’asilo infantile veniva amministrato da un consiglio composto da un presidente scelto tra i soci e da sei consiglieri dei quali quattro nominati dalla Giunta Municipale e due dal Regio ispettore scolastico del circondario.
Il consiglio si occupava dell’ammissione dei bambini, cioè valutava le domande, e amministrava le finanze dell’istituto.
Il consiglio periodicamente si riuniva in adunanze in cui veniva discusso l’andamento dell’istituto.
Il personale dell’asilo era composto da una direttrice, una inserviente e una inserviente cuciniera.
La direttrice o maestra giardiniera doveva impartire l’insegnamento secondo il metodo Froebeliano; doveva mantenere l’ordine e la disciplina tra gli alunni, doveva assicurarsi che i bambini venissero all’asilo puliti e in ordine; era autorizzata a rimandare a casa coloro che si presentavano sporchi. Durante le giornate di bel tempo doveva portare fuori i bambini per effettuare delle passeggiate o per farli assistere alle manifestazioni pubbliche più importanti. Il suo orario iniziava alle nove di mattina, con un’interruzione dalle 12 alle 14 fino a mezz’ora prima del vespro. Inoltre doveva tenere un registro aggiornato di tutti gli alunni frequentanti l’asilo e doveva tener conto sia dell’ammontare del denaro incassato delle rette dei bambini paganti sia dell’inventario generale dell’asilo.
L’inserviente doveva occuparsi della pulizia generale dell’asilo, doveva sorvegliare i bambini nel dormitorio e durante la ricreazione, accompagnarli alle latrine e occuparsi della loro pulizia personale. Doveva sorvegliare i bambini durante l’entrata e l’uscita dall’asilo, così come doveva rendersi utile tutte le volte che veniva chiamata in aiuto dalla direttrice. Durante l’ora di pranzo, aveva diritto ad un’ora di pausa, periodo in cui i bambini erano sorvegliati dall’inserviente cuciniera, la quale si occupava sia della cucina sia della spesa.
L’asilo fu insediato inizialmente in due locali della scuola elementare femminile sita in Via Manzoni o Gattavaia, sul retro del Palazzo dell’Opera Pia Landini Marchiani di Via Donateschi.
Nel 1901, non appena venne ultimata la costruzione del palazzo che attualmente ospita la portineria e gli uffici del nostro ospedale, vi vennero trasferiti i bambini che si trovavano nel locali di via Gattavaia (attuale via Manzoni).
La Società del monte Sussidi per garantirsi altre fonti di entrate affittò alcune stanze vuote del palazzo destinato all’asilo a tre gruppi organizzati:
L’Associazione Monarchica Liberale
La Società per l’educazione fisica della gioventù ( questa società installò nel locale una palestra)
La Scuola di Musica
Nel 1915 avvennero due fatti molto significativi:
1 - A seguito dello scoppio della Prima Guerra Mondiale il Consiglio Dirigente dell’Asilo locale approvò la richiesta di accogliere alla refezione quotidiana i bambini dei richiamati alle armi. Oltre ai 58 “ricoverati” (così venivano definiti i bambini che frequentavano l’Asilo) venivano ospitati a pranzo un’altra quindicina di ragazzini. Questa presenza avrebbe potuto giustificare un certo rilassamento didattico che poteva concretizzarsi nel mancato rispetto dell’ORARIO didattico.
2 - Venne realizzata a Fucecchio una Scuola Normale (Istituto Magistrale) che rimase aperta fino al 1925. Questa presenza rendeva obbligatoria la istituzione di un Giardino d’infanzia (Asilo) presso la Scuola medesima. Automaticamente Fucecchio poté disporre di due Asili che vennero diretti dal direttore della Scuola Normale.
La sede dell’Asilo a partire dal 1937 venne spostata al piano terra del grande Palazzo Comparini in via Castruccio.
Nel secondo dopoguerra (1945) l’Asilo venne trasferito in due aule al piano terra della scuola elementare di Piazza XX Settembre.

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