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Fucecchio: Sant'Andrea, monumenti del centro storico

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L'AFFRESCO DI S. CRISTOFORO

La prima cosa che vediamo appena entriamo in Piazza Vittorio Veneto salendo per via Borgo Valori è il grande affresco di S. Cristoforo dipinto sul muro del Palazzo Montanelli che dà su Piazza Vittorio Veneto. Generalmente S. Cristoforo è venerato come santo protettore di chi viaggia a piedi o su di un veicolo. Esistono addirittura delle giaculatorie che molte persone, specialmente quelle del Veneto e del Trentino Alto Adige, recitano quando “si mettono” in viaggio.


Affresco di S. Cristoforo dopo il restauro del 2002
(foto-elaborazione grafica  di Giacomo Pierozzi)


Per tutti i fucecchiesi S. Cristoforo vuole perpetuare il ricordo della Pace di Fucecchio del 1290. Sì, S. Cristoforo deve rimanere per noi un simbolo di pace. L’affresco diventa quindi un monumento alla pace. Forse quest’affresco è il più significativo monumento della Contrada. Peccato che la sua festa che cade il 25 luglio – un giorno molto significativo della storia patria – sia caduta in disuso. Sotto la sua immagine venivano ufficiate cerimonie religiose e civili di cui abbiamo perduto la memoria. In una prossima pubblicazione dove verranno esposti i fatti significativi che avvenivano nell’area della Contrada S. Andrea parlerò diffusamente delle cerimonie che si facevano sotto l’affresco di S. Cristoforo.
L’affresco di S. Cristoforo, che si trova nello specchio dell’ex Palazzo Silvestro Checchi in piazza Vittorio Veneto, venne dipinto nel 1710 dal pittore fucecchiese Francesco di Pietro Chimenti, il medesimo che decorò la facciata del seminario di S. Miniato.
All’inizio del 1892 il Consiglio Comunale deliberò la demolizione dell’affresco diventato illeggibile. Il consiglio comunale aveva deliberato la demolizione dell’affresco perché sapeva che nel mese di luglio sarebbero intervenute da “fuori” molte personalità illustri alla inaugurazione del Monumento a Giuseppe Montanelli prevista per il mese di giugno e scivolata poi al mese di luglio. A queste personalità sarebbero stati mostrati anche l’ospedale, la piazza nuova di zecca antistante l’ospedale e i campo del Tiro a segno. Queste personalità sarebbero passate per piazza Vittorio Veneto e sarebbero inorridite nel vedere l’affresco di S, Cristoforo tutto in brandelli. Per questa ragione ne avevano deliberata la demolizione. Fortunatamente si costituì un comitato che riuscì a far revocare al comune la delibera di demolizione. E per non offrire in visione lo scempio dell’affresco alle personalità in visita, i consiglieri comunali decisero di coprirlo con un grandissimo drappo. Ai visitatori avrebbero detto che l’affresco coperto sarebbe stato restaurato e che l’addetto al restauro non aveva potuto cominciare la sua opera a causa di una lunga e grave malattia che lo aveva colpito.
Il S. Cristoforo venne ridipinto nel 1913 ( non sappiamo da chi ) in occasione dei festeggiamenti del centenario della nascita di Giuseppe Montanelli.
L’immagine di S. Cristoforo, quale simbolo di PACE, era stata anteriormente dipinta nello specchio della facciata del Palazzo comunale antistante quello del Pretorio a partire forse dal 1400. Ne rende testimonianza la delibera del consiglio comunale del 5 luglio 1679:
“La tettoia della Cancelleria (palazzo comunale) minacciando rovina, la fecero disfare, e fare sopra la figura di S. Cristoforo una tettoia di tavole per difendere quella pittura.”
Verso la fine dell’estate del 2002 si è provveduto al restauro dell’affresco. Tale restauro è stato finanziato dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena e dalla Fondazione Montanelli-Bassi.
La parte sottostante il lunotto è stata interamente riaffrescata, dopo conveniente intonacatura a fresco, dalla restauratrice Lidia Cinelli, sotto la guida della dottoressa Alessandra Griffo della competente Soprintendenza.
Lo scoprimento del restaurato affresco di S. Cristoforo è avvenuto sabato 30 Novembre 2002 in concomitanza con la Festa della Regione Toscana.
Erano presenti alla cerimonia anche gli sbandieratori ed i musici della Contrada S. Andrea e la Fanfara degli allievi dell’aeronautica di stanza a Milano.

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