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anni - 960  >>  999

Il 9 agosto 964 Kadolo, primo conte del castello di Borgonovo di Fucecchio da lui fondato, prese parte a Lucca, insieme all’imperatore Ottone I°, ad un GIUDIZIO.
Kadolo, figlio del longobardo Kunerado che aveva dei possedimenti fuori di Pistoia, fondò Borgonovo nel nostro territorio per la sua posizione geograficamente strategica.
Nel nostro territorio si trovavano un tratto della Via Francigena ed uno degli 8 PONTI che attraversavano l’Arno. E vi si trovava pure il PADULE che assicurava una ricca pesca.
Kadolo, che mirava ad espandere i suoi possedimenti e le sue ricchezze, trovò nel nostro territorio u ottimo trampolino di lancio. Grazie al PONTE poteva controllare tutto il traffico per via terrestre e per via fluviale. Da questo trampolino non era difficile compire delle vere e proprie scorribande.
Kadolo fu un grande ed inguaribile opportunista. Per convenienza fu fedele soltanto all’Imperatore.
Nel 986 fondò, in prossimità del ponte, l’ORATORIO di SAN SALVATORE che donò ai Benedettini. I monaci di S. benedetto, in quel periodo erano in lotta contro la Chiesa ufficiale rea di simonia e di concubinato.
Kadolo, per ingraziarsi i monaci fece loro molte donazioni. I monaci avrebbero costituito un’ottima copertura morale e religiosa per i furti che avrebbe compiuto a danno dei vescovi.
Kadolo aveva sposato in seconde nozze gemma, figlia del principe longobardo di Benevento.
E’ presumibile che Kadolo sia morto nel 996.

 

Il 13 giugno 996 il conte Lotario donò all’Oratorio di S. Salvatore 30 case tributarie e gli sottomise 3 chiese.
L’Oratorio, posto accanto al ponte sull’Arno, in Borgonovo, era stato fondato nel 986 da Cadolo, primo Conte di Fucecchio, in unione con la s
ua sposa Gemma.
Lo stesso Lotario, nel 1001, fece edificare accanto all’Oratorio un MONASTERO destinandolo ai BENEDETTINI.
Il monastero, nel 1006, fu elevato al rango di Abbazia.
Questa abbazia diede non solo lustro a Borgonovo e ai Cadolingi, ma favorì l’espansione urbanistica del medesimo Borgo.
Questa Abbazia ebbe breve vita a causa delle inondazioni dell’Arno che le passava a pochi metri di distanza. Venne infatti demolita nel 1105 insieme alla chiesa, dopo l’ennesima alluvione distruttrice, per essere ricostruita sopra lo sperone del Poggio Salamartano. La prima Abbazia, quella sull’Arno fu inondata di donazioni dai vari Conti Cadolingi.
I suoi primi abati furono, nell’ordine: Sichelmo, Alberico ed Uberto.
L’abate più famoso fu Pietro Aldobrandini (1068-1074).
Discepolo prediletto di Giovanni Gualberto, che ottenne da papa Gregorio VII° un PRIVILEGIO considerevole per la nostra abbazia: quello di dipendere solo e soltanto dalla Santa Sede. Questo privilegio spense tutte le ingordigie dei vescovadi viciniori.

 

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