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anni
- 1661
>> 1680
Il
2 ottobre 1665, poco prima della mezzanotte, tutto il
popolo di Fucecchio andò al orto di Saettino con 200 torce
per salutare l’arrivo delle spoglie di S. Candido,
proclamato PATRONO di Fucecchio dal pontefice Alessandro III°.
Lo scheletro del santo unitamente ad un vaso di sangue erano
stati consegnati il 15 aprile dello stesso anno dal Cardinale
Ottaviano Caraffa al concittadino abate Niccolò Cicci.
Le reliquie del santo martire avevano raggiunto il Porto di
Saettino di Fucecchio per via di mare e di fiume.
Le duecento persone con le torce accompagnarono le reliquie di
S. Candido fino all’Osteria che si trovava all’angolo di
Via Cavallotti.
Quando la processione giunse all’osteria era già iniziato
il 3 ottobre.
Dall’osteria in poi tutte le finestre erano illuminate “ e
non vi era finestra che non vi fossero due lumi”. Di
traverso alla strada vi erano delle “luminarie e palloni di
più sorte accesi fino alla casa dei poveri di modo che non si
potevano numerare perché erano di molte migliaia.”
Poi ci la processione che fece tappa a tutte le chiese ed
oratori del paese.
E dopo la processione ci furono “scariche di mortaretti,
razzi e fuochi”.
Fino alle ore 4 di mattina, l’ora in cui
il corpo di S. Candido entrò nella Pieve di S. Giovanni (oggi
Collegiata) dove rimase esposto per 3 giorni.
“Durante questi tre giorni vennero in processione i popoli
vicini di Cerreto guidi, Galleno e persino di Empoli. E questa
fu la prima festa che si fece di questo glorioso Santo e
piaccia a Dio che sia sempre nostro Protettore.”
Il
3 ottobre 1665,
nel corso della prima ora del giorno, si svolse la processione
di ritorno con cui il popolo di Fucecchio portò il corpo di
S. Candido, arrivato poco prima la mezzanotte nel porto di
Saettino di Fucecchio, per le vi de paese e infine nella Pieve
di S. Giovanni Battista (oggi Collegiata).
Il corpo di S. Candido, nostro Patrono, era giunto al porto di
Saettino pochi minuti prima della mezzanotte del 2 ottobre.
Esso fu ricevuto processionalmente.
La processione era partita
verso le ore 23 dal Poggio Salamartano diretta al Porto di
Saettino.
Alla imponente processione presero parte tutte le
confraternite della Terra di Fucecchio, il clero della Pieve,
i frati zoccolanti della Vergine e i conventuali di S.
Salvatore, il Magistrato degli Anziani e le altre autorità
tutte vestite nelle rispettive insegne. Il ritorno dal Porto
di Saettino seguì questo itinerario:
Nel Porto di Saettino le reliquie del Santo furono ricevute
dal Clero e dal Popolo. Vennero innalzate sulle spalle di 4
Diaconi vestiti di dalmatica rossa.
Salmeggiando la processione, poco dopo la mezzanotte del 2
ottobre, la processione alla Porta ossia all’Arco Trionfale
che era stato eretto a poca distanza dall’Oratorio dei Santi
Rocco e Sebastiano (oggi chiesa di S. Maria delle Vedute) e
quivi fu fatta la prima stazione.
Ripreso l’ordine della processione ed entrati nella via dei
Fossi (Corso Matteotti) fu fatta la seconda stazione (fermata)
nella chiesa della Salute, poi di Santa Caterina, allora che
nell’anno 1622 alcune pie donne e vedove incominciarono ad
abitare le case contigue vestite come le terziarie o sì vero
oblate domenicane; nell’anno 1632 passarono a vestire
l’abito passarono a vestire l’abito monastico della
Congregazione Camaldolese fondata da S. Romualdo nel 1010.
Di qui passarono alla chiesa della Vergine, offiziata dai
Frati Minori Osservanti o zoccolanti di S. Francesco.
Qui la cronaca redatta da un confratello della Compagnia della
Madonna della Croce si interrompe: dei fogli su cui era stata
stilata la cronaca per intero è rimasta solo la prima
paginetta.
Il
7 febbraio 1667
vennero elencate le spese sostenute per la ricostruzione del
MURO che sorregge la piazza del Poggio Salamartano.
Tale MURO castellano era crollato nel 1661 “per non avere
avuto buoni fondamenti”.
Un anno prima, nel 1660, si erano addirittura ipotizzati la
demolizione della cadente Cancelleria (Palazzo Comunale) posta
davanti al Palazzo Pretorio e l’utilizzo dei suoi mattoni
per ricostruire il MURO che sorregge la Piazza e la Chiesa di
S. Francesco ( S. Salvatore). Purtroppo la proposta ipotizzata
non si era convertita in delibera.
Il MURO crollato era stato ricostruito nel 1602, ma già nel
1660 aveva cominciato adar segni di ..decadenza.
Venne ricostruito, dopo il crollo dl 1661, fra il 1666 e il
1667.
Le spese sostenute per questa ricostruzione assommarono a 500
scudi a cui dovettero “..aggiungersi altri 100 scudi per i
lavori ultimativi. Perché la muraglia è ormai perfetta e non
resta che a riempire il vacuo vicino al MURO e poi farci
vicino 6 o 8 bracci di lastricato acciò l’acqua non possa
andare verso il muro, il quale è di lunghezza braccia 160 e
altezza in alcuni luoghi è braccia 16 e vi sono fatti 18
piloni (contrafforti) larghi braccia 2,5, lunghi braccia 5,5 sì
che si tiene per stabile”.
La piazza del Poggio Salamartano “ era il passeggio di tutti
quelli del paese, in particolare d’estate. Inoltre vi si
facevano le rassegne militari”
A distanza di pochissimi anni le rassegne militari non vennero
più fatte sul Poggio Salamartano bensì nell’attuale Piazza
Montanelli data in affitto al Comune nel 1676 dal Corsini.
( p. Vincenzo Checchi - Quaderno F pag. 79)
Il
19 ottobre 1670
vennero fissate le seguenti vacanze scolastiche:
- 03 gennaio festa della Ferruzza
- 25 gennaio Conversione di S. Paolo
- 01 febbraio solo al mattino
- 03 febbraio S. Biagio, solo al mattino
- 05 febbraio S. Agata, solo al mattino
- 24 marzo Vigilia Incarnazione, solo al pomeriggio
- 03 aprile Vigilia S. Giacobbe e Filippo
- 22 luglio S. Maria Maddalena
- 02 agosto Porziuncola
- 14 agosto Vigilia Assunzione, solo al pomeriggio
- 29 agosto Decollazione di S. Giovanni Battista
- 07 settembre Vigilia Natività di Maria
- OTTOBRE vacanza per tutto il mese
- 02 novembre Defunti, solo al mattino
- 04 novembre S. Carlo
- 09 novembre Basilica S. Salvatore e Festa Comunale
- 25 novembre S. Caterina
- 29 novembre Vigilia di S. Andrea, solo al pomeriggio
- 05 dicembre Vigilia di S. Nicola
- 06 dicembre Festa di S. Nicola
- 07 dicembre Vigilia della Concezione, solo al pomeriggio
- 24 dicembre Vigilia di Natale
Il
13 maggio 1674
venne inoltrata a Sua Altezza Reale una supplica dove si
domandava di poter comprare una casa contigua alla podesteria
per ricavarne i seguenti vantaggi:
1- Si potrà gettare giù la Cancelleria vecchia con orologio
e si verrà così ad ingrandire la Piazza (Vittorio Veneto)
tanto che si potranno farvi eseguire le esercitazioni
militari, cosa ricercata da Sergenti Maggiori e Capitani;
2- Si riparerà al pericolo costituito dalla Cancelleria che
minacciava rovina e che se non fosse sostenuta da barbacani
sarebbe rovinata;
3- Si accomoderà in parte il Podestà che sta malissimo di
stanze a segno che non ha tanto loco da tenere il suo
cavaliere senza soggezione grande di tutta la sua famiglia.
4- Si potrà accomodare la Cancelleria, fare u Archivio
ordinato ché di presente le scritture si tengono con pericolo
per la strettezza della stanza di Cancelleria.
Il Camarlingo, per compiere quella operazione per cui era
stata inoltrata la supplica disponeva di 8.543 lire di avanzo.
Il
29 settembre 1674
venne esposta anche al Consiglio Generale la supplica
trasmessa al Granduca per poter acquistare una casa stimata
200 scudi onde ampliare la Podesteria (Palazzo Pretorio) e
servisse anche da Cancelleria giacché la vecchia
(Cancelleria) “anziché restaurarla conviene piuttosto
disfarla e così slargare la Piazza.”
Si fece osservare che atterrandosi la Cancelleria si sarebbe
dovuto disfare anche tutte le altre case attigue e posto sul
retro del fabbricato.
La supplica non risortì alcun effetto.
Il
10 aprile 1676,
i Corsini sottoscrissero un contratto con cui davano in
affitto al Comune di Fucecchio l’area dell’attuale piazza
Montanelli. L’atto fu rogato da Ser Bernardino Zambeccari e
sanciva per il Comune di Fucecchio un canone annuo di £
235,20.
Il
30 ottobre 1676
nacque a Corte, in Corsica, il santo frate francescano che con
la sua santità, decretatagli da papa Pio XI° il 29.6.1930, ha
dato lustro e fama al Convento La Vergine delle Cinque Vie di
Fucecchio: Santo Teofilo.
Si chiamava Biagio Signori.
Resistendo alle suppliche dei genitori, all’età di 17 anni
vestì il saio dei frati minori di S. Francesco.
Compì gli studi filosofici e teologici a Roma e a Bari.
Il 30 novembre 1700 venne ordinato sacerdote.
Propugnatore dell’Opera dei RITIRI FRANCESCANI, una
istituzione fondata nel 1622 dal Beato Bonaventura di
Barcellona e con rigidissima REGOLA che comprendeva anche
preghiere notturne, severi digiuni e lunghe meditazioni nel
silenzio e nell'isolamento, ne istituì uno a Fucecchio nel
1736. Ne aveva già fondato e diretto uno a Civitella, presso
Subiaco, e uno Zuani in Corsica.
A Fucecchio, padre Teofilo fu anche prodigo nell’assistere
gli ammalati e i poveri.
Morì il 19 maggio 1740.
Per effetto delle guarigioni miracolose verificatesi ed
accertate, venne proclamato BEATO il 24.9.1896.
Il 29 giugno 1930 il Beato Teofilo da Corte venne proclamato
SANTO.
Il
4 aprile 1679
si svolse una riunione tempestosa della Compagnia di S.
Giovanni Battista dentro la chiese della pieve oggi
Collegiata. Era Cancelliere (segretario)1 della Compagnia
della Compagnia Minardi Antonio di cui riproduciamo il
succinto verbale.
“ Radunati, i fratelli della Venerabile Compagnia di S.
Giovanni Battista facevano tanta confusione in chiesa per cui
non si capiva niente. Però, di mio ordine, con licenza del
pievano (oggi arciprete) si fecero entrare in Pieve e messo
tutto a partito il candidato della cappellania si cominciò ad
altercare fra il prete Giunti e il frate Marco Cici per cui
alcuni si schierarono da una parte e l’altra dall’altra.
Perciò fu da me cancelliere sospesa l’Adunanza per tema di
tumulto e scandalo. I coadunati erano circa 250 e, con mia
lettera, il Magistrato dei Nove.
Il 30 aprile il Podestà di
Fucecchio mostrò agli Operai della Compagnia la risposta del
Magistrato dei Nove che ordinò di procedere alla squittinio
(votazione) qualora non si volesse nominare cappellano il
frate Marco Cicci .dei Nove.
Il 30 aprile il Podestà di
Fucecchio mostrò agli Operai della Compagnia la risposta del
Magistrato dei Nove che ordinò di procedere alla squittinio
(votazione) qualora non si volesse nominare cappellano il
frate Marco Cicci
Il
22 maggio 1679
i confratelli della Compagnia di S. Giovanni Battista si
radunarono in numero di 230 nella chiesa pievana (l’attuale
Collegiata)essendo la loro chiesa, quella di S. Donnino,
troppo piccola. Vi intervennero anche il Podestà sig.
Francesco Papi per conto del granduca mediceo e il pievano
Francesco Ringhieri.
L’assemblea riconfermò cappellano della Compagnia, per
altri 3 anni, il prete Marco Cicci.
Il
22 giugno 1679
furono radunati in numero di 250 i fratelli della Compagnia di
S. Giovanni Battista con sede, ospedale e chiesa
nell’attuale canonica della Collegiata, per discutere una
ordinanza emessa dal Magistrato dei Fiumi. Questa ordinanza
prevedeva la costruzione di una PIETRAIA in un punto del corso
del fiume dell’Arno in prossimità di un podere della
Compagnia.
Quella PIETRAIA avrebbe dirottato l’acqua
dell’Arno nel podere della Compagnia distruggendone tutti i
raccolti.
All’unanimità i fratelli della Compagnia decisero di
inoltrare un ricorso.
Qualche mese dopo venne scavato a Cigoli, in un altro podere
della Compagnia il letto del canale di S. Bartolomeo.
Il
20 luglio 1679,
con suo grande sollievo, se ne andò il Podestà contro il
quale , pochi giorni prima avevano inscenato una rumorosa
protesta i popolani fucecchiesi. La protesta, però, aveva
come destinatario il quinto granduca mediceo Cosimo III°
succeduto al fratello Ferdinando II° nel 1670.
Cosimo II°, avaro e bigotto, aveva aumentato il potere degli
ecclesiastici ed imponeva tasse a ripetizione che suonavano
come angherie.
I motivi della sollevazione fucecchiese erano stati due:
la mancanza di “pane tondo” e l’obbligo di acquistare più
sale del fabbisogno.
Il povero podestà, non spendo che pesci prendere, affidò al
cancelliere il disbrigo dell’affare.
Il cancelliere, pur sapendo che il granduca sarebbe rimasto
irremovibile, tentò di dissuaderlo con una epistola che venne
cestinata.
Quando arrivò il nuovo podestà Arrigo Ciardi, i fucecchiesi
fecero anche lui le medesime rimostranze. La loro rabbia si
tramutò in esasperazione quando, qualche giorno dopo, venne a
mancare la farina per fare il pane e a Castelfranco venne
concesso di fare il mercato settimanale di sabato.
“Peggio di così, si muore” mugugnavano i Fucecchiesi.
Il
17 luglio 1680
iniziò il sindacato (processo popolare) contro l’uscente
Podestà Arrigo Ciardi e su Corte.
Qualche giorno prima, il banditore ufficiale aveva letto ad
alta voce sotto l’immagine di S. Cristoforo l’ordine dei
sindaci della comunità diretto “qualsivoglia persona” che
nei giorni 17-18 e 19 luglio si sarebbe fatto sindacato contro
il Podestà e sua Corte. Ciò per chi avesse avuto qualche
lagnanza da fare contro essi.
I querelanti dovevano presentarsi al solito banco della
Cancelleria davanti ai sindaci che svolgevano il ruolo di
guida.
Dovettero essere in molti a querelare l’operato del Ciardi e
del suo cancelliere Filippo Pieralli se risultarono essere
“ministri poco osservanti delle leggi e bandi di S.A.S.
Risultarono avere pernottato fuori di Fucecchio senza debita
licenza e fatte estorsioni prendendosi diritti che non avevano
e poi per “avere condannato i giusti ed assolti i rei”, di
non avere tenuto il decoro che esigeva la carica e di avere
fatto azioni ripugnanti alla “Giustizia e alli Statuti.”
Il
14 agosto 1680
si stanziarono 5 scudi per rifare le scene guaste nel TETRO
del Comune, dietro istanza dei giovani comici e accademici di
Fucecchio.
La notizia non indica dive era questi Teatro. E’ comunque
presumibile che fosse il famoso stanzone delle recite, al
primo piano del Palazzo Pretorio, ridotto nel secolo
successivo a Teatro dell’Accademia dei Fecondi.
Circa la presenza di una Compagnia di comici ed accademici in
Fucecchio, anche se non sappiamo con esattezza quando si sia
formata, possiamo però rilevare che la seconda metà del XVII°
secolo (1600-1700) fu u periodo abbastanza tranquillo da un
punto di vista bellico.
S. Miniato, per merito del vescovo monsignor Alessandro
Strozzi, vide nascere il 27 agosto 1648 la celebre Accademia
di Scienze e Lettere dell’Accademia “Gli affidati”,
divenuta poi de I Rinato e successivamente degli Euteleti.
In una delibera del Comune di Fucecchio del 16 gennaio 1695 si
legge:
“ Stanziarono ancora lire 42 per il tetto dello STANZONE
delle COMMEDIE dove piove i più luoghi, per rassettare la
tenda… per ridipingere, come pure risarcire una scena che è
stata rosa dai topi.”
In un’altra delibera del 17.12.1717 si legge:
“ Gli Anziani stanziano scudi 85 per restauri allo STANZONE
del Teatro per la recita di commedie nel Carnevale.
In un’altra delibera del 30.12.1729 : “.. si stanziano 10
scudi per spese del Teatro, considerato che il recitare serve
di divertimento de popoli e d’indirizzo de giovani.”
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