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anni
- 1581
>> 1599
Il
22 luglio 1582 i cancelliere comunale (segretario) così
scrisse al Magistrato dei Nove di Firenze per dirimere una
vertenza con alcune Compagnie di Fucecchio.
“ Essendo stato eletto Vincenzo Upizini camarlingo della
Compagnia di S. Giovanni Battista di Fucecchio, avendogli
fatto intendere che lui venga a dare i MALLEVADORI (garanti),
venne a me e disse:
- Cancelliere, voi volete che io dia mallevadori per essere
stato tratto camarlingo della Compagnia e che detta Compagnia
non dà salario e che perciò il camarlingo è tenuto a dare
mallevadori e li Capitoli di essa non parlano che detto
camarlingo sia tenuto a dare mallevadori.
Li risposi che il tale e tale aveva dato mallevadori.
Rispose:
- Perché erano figlioli di famiglia.
Obiettai che il camarlingo che è stato ora non è già
figliuolo di famiglia e pure li ha dati.
Rispose:
- Si vede che lui si è così contentato ma io non li darò
mai.
Perciò è bene che il Magistrato dei Nove intervenga per gli
scandali che potrebbero nascere.
Il cancelliere Pagani
Il Magistrato dei Nove intervenne pesantemente non solo nei
confronti della Compagnia di S. Giovanni Battista (che il 9
settembre provvide a dare i mallevadori) ma anche nei
confronti di altre due Compagnie recidive (quella di S.
Salvatore e quella della Vergine)
A ottobre il Magistrato dei Nove concesse alla Compagnia di S.
Giovanni Battista di vendere 20 sacca di grano che pativano di
PUTIROLI e rischiavano di guastarsi.
Il
17 novembre 1582
il vescovo di Carsina effettuò per conto del pontefice
Gregorio XIII° la visita apostolica della parrocchia di
Massarella.
In data 11 novembre 1582 aveva cominciato a visitare tutte le
parrocchie della diocesi di Pistoia.
La prima parrocchia visitata fu quella di S. Baronto.
Sempre nel mese di novembre, e precisamente il 17, monsignor
Angelo Peruzzi venne a visitare anche la parrocchia di
Massarella.
Nemmeno il nuovo Pievano, don Angelo Bartoli da Fucecchio,
contravvenendo alle disposizioni del Concilio di Trento
(1545-1563), risiedeva a Massarella e non celebrava le Messe
col MESSALE prescritto dai padri conciliari.
Gli venne ordinato di trasformare in canonica l’annessa casa
del contadino della Pieve, di far restaurare l’icona posta
sopra l’unico altare della chiesa e di acquistare il nuovo
messale.
Il
3 marzo 1583
si riunirono gli Operai (dirigenti) della Compagnia di S.
Giovanni Battista.
Essi deliberarono di stanziare 16 scudi per fare un certo
numero di CAPPE (nere) per i confratelli.
Ogni confratello, quando moriva, indossava la CAPPA della
Compagnia.
E siccome nell’inverno appena trascorso erano
morti tanti confratelli e tanti altri se ne erano iscritti, la
Compagnia si era ritrovata sprovvista di CAPPE.
Per questo era
stato necessario deliberarne l’approvvigionamento.
17
ottobre 1583
è la data di u documento in cui sono elencati i terreni
comunali nelle Cerbaie e sui Colli Albani. Eccoli:
01- Al Forcone delle Volte 25- Prato di Montebuono- Vallino
02-Mambrino 26- Valle dei Gufi-Valdicava
03-Rio del Fontanino 27- Valpinzana-Poggio dell’Impiccato
04-Bochino 28- Montelori-Saltallavecchia Ontanello
05-Cararezza 29- Forcino delle Volte
06- Grimignaio 30- Poggio di S. Michele
07- Vallazza 31- Vallino della macchia-La Strinata
08- Mignataia 32- Valle del Turchino
09- Corticello 33- Macchione di Valdinota
10- Valle delle stanghe 34- Poggio e piano di Porcino
11 -Prato di S. Michele 35- Pieracci – Crocicchio
12- Podere di Giovannino 36- Vallino di Donato
13- Poggio di Butaglia 37- Alla punta-Alle asine
14- Greppi o Vallino 38- Vallino degli alberelli
15- Vallino de Gattinelli 39- Fasulla o al Verguccio
16- Querciatello 40- Vallebuia- Valle al nano
17- Guattinello 41- Cardona-Spianate
18- Colombaia 42- Lama a Lucca
19- Valdimota 43- Valle della Logore-Poggio M. Vittoria
20- Al Giardino 44- Valle degli Albori- Al Galleno
21- Le Forre 45-Valle dello Spigato-Poggetto
22- Poggio Pannocchino 46-Cavaticcio 8oltre l’Egola)
23- Costicella 47-Bergaccino – Le Stangfhe
24- Riomarino 48-La Marginetta(Vedute) Squarcino
Il
4 settembre 1588
l’OPA (Opera o consiglio di amministrazione) di S.
Salvatore corrispose scudi 8 per il dipinto dell’Altare
della Immacolata Concezione. L’altare della Immacolata
Concezione della chiesa di S. Salvatore è il terzo che si
trova sulla parete sinistra della navata.
E’ un altare in pietra. Ha le colonne scanalate ed ha il
frontoncino a forma di lunotto.
Sui fianchi di questo altare si leggono due date.1585 e 1739.
Il 1739 indica l’anno in cui furono abbelliti tre altari:
quello della Concezione, quello di S. Antonio e quello di S.
Agostino.
Sull’architrave si legge la scritta (in latino) LA COMPAGNIA
DELLA BEATA VERGINE MARIA SORTA PER IL BENE DELLE ANIME ERESSE
QUESTO ALTARE CON ELEMOSINE.
L’altare è sormontato da un dipinto ad olio su tavola,
formato mt 3X2,30.
Il dipinto raffigura l’allegoria della CONCEZIONE che
risulta così composta.
In alto, la Madonna, circondata da cherubini, in atto di
calpestare il serpente che sotto il piede della Madonna assume
sembianze umane con ala e falce di luna, mentre la parte
inferiore si identifica con il tronco terminante con due
radici raffiguranti Adamo ed Eva nudi; a sinistra e a destra
del tronco, in qualità di rami, figurano personaggi biblici
con le mani legate: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Aronne,
Giosuè, David.
Samuele e Giovanni Battista sono avvinti per un solo braccio.
Il dipinto è una copia di un quadro (1540-1541) del Vasari
che si trova nella chiesa dei SS. Apostoli a Firenze.
Il
30 aprile 1589
fece il suo ingresso in Firenze Cristina di Lorena, moglie del
granduca Ferdinando dei Medici, ex cardinale, e fu ricevuta
con tanto fasto e pompa di livree, di signori, di cavalieri e
gentiluomini che fu cosa stupenda a vedersi. Anche Fucecchio
solennizzò l’avvenimento con “allegrezze tante”.
Il Cardinale Ferdinando era succeduto al fratello Francesco
nel 1587.
Fucecchio, sperando in un periodo più prospero, fece
riassestare il Palazzo Comunale e le Carceri prelevando i
mattoni dalle mura e dalle torri in rovina del castello.
Fecero anche dipingere lo stemma del granduca a Cosimo Picchi
dentro il Palazzo Comunale.
Il 30 dicembre 1599 il granduca Ferdinando dei Medici passò
da Fucecchio diretto, con la consorte Cristina, a
Montevutturini, dove voleva trascorrere l’ultima notte del
secolo. Il suo passaggio alleggerì le nostre Casse comunali
perché fummo obbligati a compiere tutte quelle opere di
ripristino stradale che dovevano rendere agevole il passaggio
alle carrozze del granduca. La nostra condizione di
miserabilità risulta evidente dalla relazione che il
cancelliere stese sullo stato dell’ospedale di S. Giovanni
Battista che si trovava nel fabbricato che attualmente ospita
la canonica della Collegiata.
Nel reparto uomini c’erano 6 legni da letto, 4 materassi di
capecchio, 4 pagliericci in cattivo stato e 4 coperte.
Nella stanza delle donne, umida, malsana e con puzza vennero
trovati 2 legnami da letto, 1 materasso di capecchio, 1
pagliericcio, una coperta e 9 lenzuola.
Eppure ad approfittarsi di tanta miseria non era solo il
granduca ma anche i bottegai che praticavano pure sul pane
sovrapprezzi proibiti dalla Legge.
Il
25 gennaio 1595
il Magistrato di Firenze ordinò al nostro Comune di tenere
nelle boscaglie delle Cerbaie una GUARDIA a cui doveva essere
corrisposto un salario annuo di 60 scudi. Naturalmente la
spesa del salario doveva essere divisa fra i Comuni che
gravitavano nelle Cerbaie: Fucecchio, S. Croce, Castelfranco,
S. Maria a Monte e Montecalvoli.
La istituzione di una GUARDIA si era resa necessaria perché i
livellari 8 affittuari dei pascoli spesso abusavano della
concessione ottenuta e tagliavano legna senza alcuna licenza.
Il livello (canone di affitto) delle pasture e la vendita
delle querce delle Cerbaie costituirono per un lungo periodo
di tempo un notevole cespite di entrate anche per il nostro
Comune.
1
aprile 1595
il Comune di Fucecchio, proprietario degli Oratori della
Vergine delle 5 Vie, della Ferruzza e di S. Rocco extra muros
(l’attuale chiesa di S. Maria delle Vedute) deliberò di
donare ai tre oratori 200 staiora di terre sode nelle colline
delle Cerbaie.
Queste 200 staiora vennero destinate al sacerdote che fosse
stato disposto ad ufficiare e a custodire i tre oratori. La
delibera venne approvata anche da sua Altezza Reale.
La delibera era stata imposto dallo stato di abbandono in cui
da alcune decine di anni versavano i tre oratori dato che
nessun sacerdote era disposto ad officiarvi gratuitamente. Lo
stato di abbandono aveva affievolito moltissimo la venerazione
ed il culto per S. Rocco e per la Vergine Santissima.
Le 200 staiora di terre sode allettò moltissimi sacerdoti
disoccupati.
Quando il Comune rese esecutiva la delibera,
furono molti i sacerdoti che si presentarono in comune
dichiarandosi disposti ad assolvere le funzioni prescritte
dalla delibera.
Il primo sacerdote eletto all’uffiziatura dei 3 oratori fu
padre Iacopo di Gherardo Gherardi.
Nel 1606 il Consiglio Comunale concesse l’Oratorio delle 5
Vie ad una congrega (la Misericordia) per farne un ospedale
per infermi; successivamente venne ceduto ai francescani
zoccolanti.
Dopo la concessione dell’Oratorio della Vergine delle 5 Vie,
le 200 staiora di terra rimasero appannaggio dei due rimanenti
Oratori di S. Rocco extra muros e della Ferruzza.
I primi sacerdoti addetti all’uffiziatura furono:
padre Iacopo = 1595-1613
padre Nicola Capponi = 1613-1622
sac. Cristiano Baroni = 1622-1641
padre Dionisio Lotti = 1641-1651
padre Piero Martini = 1651-1687
sac. Perugini = 1687-1710
Il
22 ottobre 1596
la Compagnia di S. Giovanni Battista con sede in piazza
Garibaldi chiese l’autorizzazione di poter spendere 6 scudi
per far dipingere nella facciata, fuori della loro Compagnia
una PIETA’ con alcuni Santi e 4 scudi per un acquaino in
pietra nella sacrestia della loro chiesa detta di S. Donnino.
In precedenza gli Operai della Compagnia avevano chiesto al
Magistrato dei Nove il permesso di comprare piante di GELSO
allo scopo di piantarle nei beni della compagnia.
In quell’epoca, A Fucecchio era molto diffuso
l’allevamento dei bachi da seta che si cibano appunto delle
foglie di gelso.
Il
27 dicembre 1596
si deliberò di spendere scudi 7 per far dipingere il
TABERNACOLO (edicoletta) alla crociata (incrocio) della
Ferruzza, detta Ferruzzina.
Già il 9 agosto 1596 era stata avanzata la proposta di fare
un tabernacolo (edicoletta con un’immagine sacra) fuori
della Porta di Fucecchio sulla crociata della Ferruzza, “per
molti casi ed annunzi di casi osceni a persone nel passare”
e di poter spendere in ciò 10 scudi.
La proposta era stata accolta il 14 agosto 1596.
Il TABERNACOLO della Ferruzza fu posto in vendita con pubblico
incanto, unitamente al suo suolo di braccia 495, il 14, il 17
e il 21 maggio 1786.
Venne acquistato per il prezzo di scudi 90 e soldi 10 da
Francesco Gori.
Il
9 gennaio 1597
il Magistrato della Compagnia di S. Giovanni Battista, con
sede nell’attuale canonica della Collegiata, deliberò di
far dipingere una tavola con S: Donnino, titolare della
chiesa, ed altri santi da collocarsi nello spogliatoio della
Compagnia medesima.
Dieci anni dopo, nel 1607, gli Operai della stessa Compagnia
chiesero al Magistrato dei Nove di Firenze il permesso di
effettuare lavori nella stanza dell’Ospedale di S. Giovanni
Battista dove si ricevevano i poveri perché era molto umida e
perciò nocivi sia ai ricoverati che ai confratelli della
Compagnia, visto che in brevissimo tempo erano marciti i
materassi, i sacconi ed altri panni. Chiesero dunque il
permesso di poter spendere 60 scudi per poter rifare il solaio
nuovo con travi e pilastri di sotto ad uso vespaio per
liberare detta stanza dalla umidità e dall’acqua che vi
penetra “con levare anco il bottino che presentemente si
trova dirimpetto la stessa stanza”
Il
20 luglio 1599
il cancelliere comunale (segretario) stilò questo verbale:
Io infrascritto cancelliere mandato alla visita dello SPEDALE
di S. Giovanni Battista posto nel Castello di Fucecchio ( in
Piazza Garibaldi), quale tiene per misericordia la Compagnia
di S. Giovanni Battista di Fucecchio del quale n’è
spedaliero (responsabile) Bernardini di Giovanni di Bino di
Fucecchio dove si accetta poveri e si osserva spedalidà
accettando uomini ai quali si dà solamente l’alloggio ed in
esso si è trovato 6 legnami da letto, 4 materasse di
capecchio e 4 pagliericci in cattivo stato e 4 coperte le
quali cose erano tutte nella stanza bassa terrena quale è
umida con puzza e malsana e nella stanza di sopra delle donne
si trova 2 legnami da letto, 1 materasso di capecchio e 1
coperta et ha in tutto 9 lenzuola fra buone e cattive ed altre
masserizie non si trovano in detto spedale.
Non ha Entrate di sorta alcuna eccetto la casa dove abita
detto spedaliero il quale oltre alla cura di questo ospedale
è sagrestano della Compagnia di S. Giovanni Battista senza
mercede alcuna.
Il
31 luglio 1599
gli Officiali delle GRASCIE (cereali) della città di Firenze
scrissero al Podestà di Fucecchio.
“In risposta alla sua circa le trasgressioni di bottegai di
codesto luogo nel prezzo e peso del pane e delle grascie ti
diciamo che ancor tu e i tuoi ministri siate obbligati a far
osservare gli ordini e condannare i trasgressori riservando
loro l’appello e condannare li bandaiuoli che non portano il
solito prezzo del Mercato di Empoli…. Et condannar i fornai
et altri bottegai che trasgrediscono agli ordini e sarà bene
far sapere ai fornai e bandaiuoli li quali saranno castigati
severamente da voi se non faranno in modo che li poveri non
s’abbino a dolere et patire e tu che sei sul luogo dai a
mostrare loro il viso e massime quando il pane non è
mercantile et mescolato et il tuo cancelliere è obbligato a
fare pesare e vedere il pane, però ti faccia vivo e sta’
sano.”
L’11
dicembre 1599 il
nostro Podestà Bernardo di Niccolò ricevette queste due
lettere:
“ Si trova S.A.S. (il granduca) in questa Villa ( di Monte
Vetturini) dove i lavoratori non possono supplire a condurci
la legna che ci bisogna perciò è necessario che V.S. faccia
trovare nella Podesteria ogni giorno 25 bestie che levino di
Brugnana 2 cataste di legna et ivi vi sarà la guardia et a
lui si consegnerà et li portino qui seguitando per sei o
sette giorni da Monte Vetturini”
“Molto magnifico Podestà, volendo S.A.S. venire di costà
per la strada di Fucecchio per andare a Monte Vetturini ché
li ponti e le strade sono molto cattive e malvolentieri vi si
può andare con la carrozza, perciò si comanda V.S. che
appena ricevete questa si mandi subito il suo cancelliere et
messi per detta strada ed altre strade dove è solito andare
ed immediatamente faccino mettere mano ad acconciare quelle
acciò che più facilmente possa passare la carrozza senza
pericolo e così comanda la pregiata S.A.S. si faccia.
Raccomando la vostra felicità.
Castel Martini.
Pietro Fanciullacci fattore
Il
12 dicembre 1599
venne trasmessa al nostro Podestà, da Firenze, la seguente
lettera:
“ V.S. farà subito (presente) a Santi di Giuliano
Montanelli, a Michele di Bartolomeo et Pasquale di Antonio e
Pasquino di Lorenzo tutti pescatori che tutto il pescio che
hanno in vivo per servizio di S.A.S. et che siano qui innanzi
giorno almeno 2 ore et più se si puole. Però non ne mancate
con ogni sorta di diligenza.
Alessandro Brillo
I pesci furono mandati addirittura di notte.
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