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Il primo gennaio 1500, Fucecchio ospitava dentro il suo castello truppe francesi con 1500 cavalli.
I Francesi, fastidiosi per natura, irritavano non poco la popolazione fucecchiese.
Fucecchio, oltre ai Francesi, ospitava anche il Vicario Corbinelli e il Commissario della Repubblica Fiorentina Buongirolami che dovevano coordinare i movimenti delle truppe francesi dirette verso il Regno di Napoli o verso la Lombardia.
Il Vicario ed il Commissario infatti ordinarono al Comune di Pescia di fornire alloggi e foraggi per i 1500 cavalieri ed i rispettivi cavalli che da Fucecchio dovevano portarsi in Lombardia attraverso la Valdinievole. Una delegazione pesciatina venne a Fucecchio per convincere il comandante delle truppe francesi a seguire un altro percorso. Il francese non si fece allettare nemmeno dall’offerta di 50 fiorini d’oro.
I 1500 cavalieri, passando da Pescia, devastarono la campagna e i villaggi che attraversarono.
Quel primo gennaio non fece dimenticare ai fucecchiesi che si trovavano in stato di guerra: La Repubblica Fiorentina, di cui anche noi facevamo parte, da ben sei anni era in guerra contro Pisa.
I Comuni della Valdinievole avevano deliberato che ogni famiglia doveva fornire all’esercito fiorentino un giovane atto alle armi. Inoltre a tutti questi Comuni competeva l’obbligo di rafforzare il loro castello per fra fronte a qualsiasi evenienza bellica.
Questa guerra si protrasse per altri 9 anni.
Nel 1509 Fucecchio festeggiò la fine della guerra con grandi luminarie.

 

Il 9 novembre 1514, giorno di S. Salvatore, il vescovo di Lucca.
Tramite l’autorizzazione dell’episcopessa di Fucecchio, la badessa delle monache di Gattaiola in Lucca, cominciò a somministrare a Cresima a 5 anziani e di poi al popolo. L’amministrazione del sacramento della Cresima durò 4 giorni.
La mattina di S. Salvatore celebrò in Badia ( S. Salvatore) la sua Messa.
“La domenica susseguente che fu a dì 12 di detto mese la cantò in Pieve”.
Appena ebbe finito di cresimare lasciò detta terra così come aveva promessa alla badessa di Gattaiola.

 

Il 6 dicembre 1515 i consiglieri comunali presero nuovi provvedimenti per le necessarie riforme di cui il nostro Borgo aveva bisogno:
- si proibì a qualsiasi persona di portarsi e farsi portare legna dalle Cerbaie;
- venne confermato MAESTRO di scuola un certo Angelo di S. Miniato in virtù dei suoi buoni costumi.

Il 6 dicembre 1515, ad un mese esatto di distanza dall’ingresso trionfale di papa Leone X in Firenze, i nostri amministratori, dopo aver preso atto della nuova situazione verificatasi, presero alcune decisioni che non erano di ordinaria amministrazione.
La situazione nuova era stata provocata dalle dimissioni del Gonfaloniere di Firenze, il Soderini, che non aveva saputo inserirsi proficuamente nelle trame ordite da papa Giulio II° che aveva organizzato, in combutta con il re di Spagna con Venezia, una Lega Santa per cacciare i francesi dall’Italia. Il Soderini non aveva aderito alla Lega
Allora l’esercito della Lega Santa guidato da Raimondo da Cardona entrò in Toscana e la mise a ferro e fuoco.
A Fucecchio si viveva nel terrore.
Il Soderini, impotente, si dimise.
La Toscana diventò il feudo del nuovo papa mediceo Leone X°.
Era la fine delle libertà repubblicane.
I nostri consiglieri, infatti, fecero verbalizzare la seguente dichiarazione:
“ il Duca, avendo a cuore Fucecchio come Patria sua, consiglia i Fucecchiese ad abituarsi a sopportare tutti gli incomodi che gli altri godono e sopportano.”

 

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