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anni
- 1461
>> 1480
Il
30 novembre 1461 il Comune di Fucecchio deliberò di
sborsare alquanti denari per onorare la memoria di Cosimo dei
Medici e per fare l’offerta ai conventi di S. Salvatore e S.
Andrea.
L’1
agosto 1464
morì Cosimo dei Medici. Le redini del potere passarono nelle
mani del figli Piero, il gottoso, a cui il padre ancora
vivente aveva affiancato il nipote Lorenzo che nel 1464 aveva
soltanto 14 anni.
Un anno dopo i Pitti congiurarono contro Piero e Lorenzo. La
congiura fallì e i congiurati furono esiliati. Gli esiliati
convinsero Venezia a far la guerra contro Firenze.
L’esercito veneziano venne affidato al capitano di ventura
Colleoni, l’esercito fiorentino venne affidato a Federico,
conte di Urbino.
Anche Fucecchio dovette fornire un proprio contingente di
armati all’esercito fiorentino.
La guerra tra Firenze e Venezia si concluse nel 1468.
Firenze si procurò l’annessione di Sarzana e della fortezza
di Sarzanello.
Il
17 agosto 1464
vennero eletti alcuni ambasciatori da inviare a Lucca presso
la Badessa di Gattaiola, detta anche EPISCOPESSA DI Fucecchio,
per chiederle che don Iacopo di Paolo, Pievano della chiesa di
S. Giovanni Battista, imprigionato su sua richiesta, venisse
liberato.
Non si conoscono le ragioni del suo arresto, ma occorre
ricordare che la badessa di Gattaiola aveva su Fucecchio
poteri simili a quelli di un vescovo e quindi anche quello di
confermare a deporre il pievano.
Il
17 settembre 1465,
quattro anni prima che diventasse di fatto Signore di Firenze,
Lorenzo dei Medici(1449-1492),grande mecenate delle Arti e
“ago della bilancia d’Italia” per aver assicurato un
periodo non breve do pace e di equilibrio fra le potenze
italiane, scrisse una lettera ai nostri amministratori che gli
avevano chiesto consiglio.
“ Prudenti viri, amici miei carissimi,
ebbi a questi dì la vostra relazione per la riforma della
vostra Cancelleria, ch’io vi mandassi chi mi piacesse per
vostro Cancelliere, e per lo medesimo apportatore vi
ringrazio.
Al presente vi mando il Cancelliere ch’io vi intendo dare;
il quale è Ser Mariano da Pistoia sufficientissimo in
qualunque degna Cancelleria.
Sì che ve lo raccomando in qualunque sua occorrenza sì per
esser lui persona da bene sì per amore mio. E è tutto in
casa nostra. No altro al presente a piaceri vostri.
In Firenze a dì 17 settembre 1465.
Lorenzo de? Medici
La scelta del Cancelliere da parte di Lorenzo il Magnifico,
che ci veniva comunicata epistolarmente, diventò una
consuetudine. Ne fanno fede le altre lettere spediteci negli
anni successivi da Lorenzo il Magnifico e giacenti in
Archivio.
In
un atto del 29 dicembre 1465
si legge che il GIURAMENTO degli Anziani veniva pronunciato
nella Piazza del Comune, residenza del Podestà, sotto la
LOGGIA, davanti all’Immagine della gloriosissima Maria Madre
del Signore Nostro Gesù Cristo.
Il
17 aprile 1466
venne proposto come maestro e precettore dei ragazzi del
nostro Comune frate Matteo Becalori di Fucecchio dell’ordine
di S. Francesco. Venne presentato con referenze eccezionali:
uomo dottissimo, buono, onesto e discreto.
I nostri consiglieri che avevano sempre privilegiato maestri
di scuola forestieri, quasi tutti preti e frati, questa volta
elessero per un anno il fucecchiese frate Matteo.
Gli venne corrisposto il salario annuo di 50 lire.
Frate Matteo dovette far scuola in una sala del convento di S.
Salvatore e prendere in affitto una casa a sue spese.
La consuetudine di eleggere un maestro di scuola per un anno e
con un salaria di 50 lire annue risaliva ormai agli ultimi
decenni del 1300.
I maestri venivano addirittura da Genova, da Ancona, da Siena
oltre che dalle località vicine.
Il
3 dicembre 1469
morì Piero dei Medici e gli subentrò il nipote Lorenzo dei
Medici.
Lorenzo rafforzò il proprio poter personale abolendo il
Consiglio del Popolo, l’Ufficio del Capitano e ridusse
l’autorità del podestà.
Sotto il Governo di Lorenzo dei Medici si verificò il primo
grande boom artistico, culturale, industriale, commerciale
nell’ambito della Repubblica Fiorentina.
Anche Fucecchio risentì di questi benefici effetti e cercò
di abbellirsi con dipinti quali la Vergine delle Cinque Vie.
Nel 1493, un anno dopo la morte di Lorenzo, la Compagnia della
Vergine commissionò al pittore fiorentino Giovanni di
Domenico una Madonna con 4 Santi, il Bambino e due angeli. Al
pittore furono corrisposti 80 fiorini d’oro.
Il quadro venne venduto fra il 1800 e il 1900 al Toscanelli di
Pisa.
Il
10 dicembre 1470
i frati conventuali di S. Salvatore, tramite la badessa del
Monastero delle clarisse di Gattaiola in Lucca, chiesero al
Comune di Fucecchio di riedificare il muro dell’orto che
dava nell’attuale Piazza Alberighi e che era rovinato.
Gli Anziani accolsero la richiesta.
Il muro in questione era già stato alzato con i 3.000 mattoni
donati dalla fornace del Comune e con quelli prelevati dalle
mura nel paraggi di Porta Bernarda nel 1385.
Lo scivolamento di alcune porzioni di collina salamartana rese
sempre più precaria la cinta muraria castellana della zona
prospiciente il Poggio Salamartano.
Nel 1576-1577 si dovette realizzare un barbacane
(contrafforte) sotto la sagrestia della chiesa di S. salvatore
che minacciava Rovina.
Nel 1622 venne rifatto il muro castellano del Poggio
Salamartano.
Nel 1661 il medesimo muro crollò. Venne ricostruito nella
forma attuale nel 1667.
Nel 1847, il lato della collina del monastero che guarda via
Machiavelli fu munito di un nuovo muro.
Nel 1959 venne ricostruito quel tratto di muro dell’orto che
guarda Poggio o Piazza Alberighi su progetto dell’ingegner
Stefano Costagli.
L’opera venne realizzata dall’impresa locale di Bertoncini
Sabatino ed Ugo.
Il
16 febbraio 1472,
Giovanni di Scalogno affittuario della fornace del Comune,
assunse prima 16 operai e poi altri 28. L’assegnazione
dell’affitto della fornace spettava a 4 ufficiali
regolarmente eletti a questo scopo.
Normalmente la fornace comunale era in grado di produrre
80.000 mattoni e 20.000 tegole.
I mattoni e le tegole venivano commissionati dallo stesso
Comune che li usava per riparare i muri castellani e i tetti
degli edifici di sua pertinenza. I muri castellani
maggiormente deteriorabili erano quelli del Poggio Salamartano
e di Cammullia. Queste informazioni sono state desunte dalle
delibere che vanno da 1300 al 1450. Da una di esse si apprende
anche che via Cammullia ospitò una caserma di soldati.
Il muro che franava spessissimo era quello del Poggio
Salamartano.
L’attuale Porticciola, la luce che segna l’inizio delle
“scarelle”, veniva chiamata Porta Celli.
I mattoni ordinati il 16.2.1472 dovevano servire a rifare il
MURO del Poggio Salamartano dal Monastero fino a Porta Celli,
dirimpetto alla porta della Compagnia di S. Giovanni Battista.
All’impresa edile vennero prescritti questi lavori.
- rafforzare tutto detto muro;
- rifare il corridoio e i MERLI;
- rifare ex novo alcuni tratti di muro guasto.
Il
14 maggio 1476
Il Comune di Fucecchio, per compiacere Lorenzo dei Medici,
dopo aver concesso una porzione di terreno sul Poggio di
Cappiano a Michelangelo Tanagli scrisse anche una lettera
traboccante di piaggeria a Lorenzo.
Lorenzo il Magnifico o dei Medici aveva raccomandato al nostro
Comune di accontentare il detto Tanagli che richiedeva un
pezzo di terreno sul Poggio di Cappiano di cui era
proprietario il nostro Comune.
Benché il Comune avesse concesso quel pezzetto di terreno in
affitto perpetuo al fabbro Antonio di Pavolo, venne meno a
quel contratto.
Al colmo di tanta accondiscendenza, gli Anziani ed il
Vessillifero del Comune di Fucecchio scrissero appunto quella
lettera traboccante di piaggeria al Magnifico.
Dopo aver ricordato il contratto sottoscritto in perpetuo con
Antonio di Pavolo, la lettera così recita:
“ Nondimeno per lo interesse del Comune nostro siamo
contenti liberamente rimetterla ( quella terra) in Vostre Mani
ché ne facci quello è di suoi piacere ed in questo e in
qualunque cosa, in comunità et in specialità ci troverete
sempre parati a ogni suo piacere allo quale istantissimamente
ci raccomandiamo.
La quale Iddio conservi in suo felice e buono stato.
Dato in Castro Fucecchio die 14 maggio 1476”
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