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anni
- 1400
>> 1420
Il
27 novembre 1401 i ragionieri delle GABELLE del comune di
Firenze, Matteo di Landino e Matteo di Niccolò. Annullarono
la denuncia a carico del nostro Comune accusato di evasione
fiscale per non aver pagato –ma non era stato provato- la
tassa sulle Cerbaie.
L’evasione si era resa necessaria a causa delle precarie
condizioni della nostra tesoreria prosciugata letteralmente
dall’epidemia della peste che ci aveva afflitto all’inizio
del secolo. Inoltre c’erano state le scorrerie di Gian
Galeazzo Visconti di Milano chiamato da Siena e da Pisa che
rientravano nel mirino espansionistico di Firenze.
Ai danni subiti si dovettero aggiungere le somme cospicue per
rafforzare la Rocca ed il paese intero.
Grazie alla peste, Gian Galeazzo , per timore di contrarla, se
ne andò. Poi, a Marignano, proprio Gian Galeazzo contrasse la
peste e morì.
Ma gli animi erano sempre agitati ed un apparente disordine
amministrativo aveva suggerito a Bartolomeo di Pietro di S.
Croce di costruire a Galleno, in luogo detto Spedaletto, una
capanna per vendere al minuto il vino ai passanti.
Fucecchio gli ordinò di smantellare la capanna e gli proibì
di vendere il vino. Il santacrocese non obbedì. Allora venne
concordata una tassa che egli doveva pagare al nostro comune
il quale, per mano del suo Podestà Brunetto da Verrazzano
multò un pescatore cerretese colto in flagrante mentre
pescava nella Gusciana senza permesso.
Il 27 novembre 1453 venne sospeso dalla carica di Pievano il
monaco vallombrosano Antonio Monaco per opera del Vicario
della badessa del monastero di Gattaiola in Lucca ed
episcopessa di Fucecchio.
Il pievano era stato eletto dal Comune e poi confermato dalla
badessa.
Il
14 luglio 1408
Papa Gregorio XII°, proveniente da Lucca e diretto a Siena,
giunse verso sera con tutta la sua Corte a Fucecchio.
Nel corso della traversata del territorio il Papa era stato
scortato da soldati fiorentini. Firenze, inoltre, gli aveva
messo a disposizione Rinaldo degli Albizzi perché provvedesse
a tutto quanto sarebbe occorso al Pontefice per viaggiare
tranquillamente e comodamente.
Il Papa venne ricevuto dai notabili fucecchiesi Pietro Pitti,
Giovanni Salviati, Arrigo Bandinelli e Simone Strozzi.
Papa Gregorio XII° pernottò a Fucecchio ed il giorno dopo
ripartì facendo tappa a Castelfiorentino prima di raggiungere
Siena.
Il
12 giugno 1411
i maestri e governatori della GABELA DEL SALE decretarono che
i comuni di Fucecchio, Santa Croce, Castelfranco e S. Maria a
Monte potevano esigere dal comune di Pistoia la gabella sul
sale che passava Via Arno, annullando così una precedente
ordinanza antipatica. Un anno dopo Firenze ci autorizzò a
portare farina dal contado fiorentino senza pagare gabelle per
la durata di due anni. Firenze cercava di incentivare così la
ripresa economica del nostro comune che era stata bloccata
dalla peste e dalle scorrerie di Gian Galeazzo Visconti(
i400-1401).
I segni della ripresa(1408) che erano coincisi con il
pernottamento di Papa Gregorio XII° a Fucecchio erano evidenti:
era ripresa la coltivazione dei campi e avevano registrato un
certo incremento le industrie e il commercio.
Anche a Fucecchio si imparò a filare l’oro, arte che
arricchì non poco le nostre contrade.
Il Comune vendette una casa ed un pezzo di terra in Borgo
Salvetti ed affittò il pascolo delle Cerbaie(1413), del
Galleno, di Staffoli e di Orentano a certo Tommaso di Garbo di
Firenze con l’imposizione di versare annualmente la cospicua
somma di 100 fiorini d’oro. Purtroppo questa operazione
determinò forti conflitti fra i quattro Comuni proprietari di
quei pascoli. Fummo costretti nel 1416 a rivolgerci al
Capitano di Giustizia di Firenze per dirimere una faccenda
come questa.
Il
14 febbraio 1415
le autorità fiorentine affidarono la ROCCA in custodia al
Comune di Fucecchio che poteva darla in affitto ai privati che
ne facessero richiesta purché fossero rispettate certe
condizioni riguardanti l’efficienza e l’integrità dei
fabbricati ivi presenti.
La concessione ai privati avveniva per INCANTO al maggior
offerente.
Il primo affittuario fu Simone di maestro Tommaso che offrì
un affitto semestrale di 9 lire e 14 soldi per dieci anni.
I fabbricati vennero utilizzati come magazzini per derrate e d
attrezzi agricoli.
La nostra ROCCA aveva perduto la sua importanza difensiva a a
partire dal 1339, quando Firenze si impadronì di Altopascio
trasformato in baluardo contro Lucca.
Inoltre, Firenze, che aveva acquistato Arezzo nel 1384,
conquistato Pisa nel 1406 ed acquistato Cortona nel 1411 stava
assumendo la statura di Stato regionale. E la nostra ROCCA non
costituiva più una fortezza di confine.
Per questo venne disarmata e….. affittata a privati.
Perciò il 14 febbraio 1415 si concluse l storia militare
della nostra ROCCA.
Il
24 maggio 1416
vennero eletti quattro Operai nelle persone di Francesco
Santi, Francesco Gherardini, Mario Ciardini e Antonio Meucci
per il rifacimento del tetto a capriate della chiesa di S.
Salvatore.
I lavori vennero “allogati” nel 1434 con lo scopo di
“racconciare e mantenere il tetto della chiesa per 20
anni”
Nel 1580, purtroppo, un fulmine si abbatté sul tetto e ne
bruciò una parte, quella compresa fra due capriate.
Nel 1580 sia il tetto sia il campanile vennero colpiti e
guastati nel mese di agosto da un fortunale di vento.
A causa della siccità, l’acqua per le riparazioni venne
attinta dal pozzo di piazza La Vergine.
Il tetto, così come si vede attualmente, venne realizzato nel
1738 ( vedi 28.10.1738)
Il
4 ottobre 1418
per scongiurare un’altra ondata di epidemia pestilenziale
venne presa dai nostri amministratori una decisione-capestro:
La case che ospitavano i fuggiaschi, coloro cioè che dalle
località viciniori si rifugiavano in Fucecchio, dovevano
essere sottoposte a dazio.
A valanghe gli abitanti dei paesi vicini si riversavano nel
nostro paese che già era stato decimato dalla PESTE un anno
prima(1417).
In quell’anno erano state sospese tutte le riunioni
pubbliche.
A Firenze erano morte 10.000 persone. Fra coloro
che si erano adoperati a soccorrere i contagiati va annoverato
Giovanni dei Medici, meglio noto come Giovanni di Bicci.
Cinque anni dopo l’epidemia pestilenziale del 1417 che aveva
dissanguato le casse comunali, Fucecchio dovette inviare a
Firenze il suo contingente di soldati così come era stato
pattuito nell’atto di sottomissione del 1330. Il nostro
contingente militare avrebbe irrobustito l’esercito
fiorentino che doveva vedersela con Filippo Maria Visconti,
duca di Milano, animato dal proposito di conquistare tutta
l’Italia.
Come se la peste e l’invio del contingente non fosse
sufficiente, la Repubblica di Firenze, per sopperire alle
spese militari impose le tasso anche ai contadini.
I
contadini, fra cui anche i nostri, per reazione abbandonarono
i campi.
La Repubblica Fiorentina, allora, fece dietro front e
deliberò che per almeno dieci anni non avrebbe più molestato
i contadini
La guerra contro il Visconti fu vinta dall’esercito
fiorentino. Ma le casse della Repubblica Fiorentina rimasero
letteralmente vuote.
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