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Il 28 agosto 1364 Fiorentini e Pisani si accordarono per porre termine alle scorrerie che con tanta frequenza operavano nel territorio del Valdarno dal 1345 guadagnando alle nostre popolazioni lutti, saccheggi e devastazioni.

 

Il 12 marzo 1367, nella chiesa di S. Vito posta fuori del Castello di S. Croce, venne sottoscritto dai comuni di S. Croce, Castelfranco e Fucecchio un COMPROMESSO per porre fine a qualunque questione in atto e per qualsiasi motivo fra i comuni sottoscrittori.

 

L’1 febbraio 1368 il Comune rurale di GALLENO, sottomessosi al Comune di Fucecchio il 3 giugno 1284, di nuovo si sottopose a Fucecchio “con donargli inoltre sua terra distretto e territorio”.
L’atto venne rogato il giorno dopo.

 

L’8 febbraio 1368 il Consiglio Generale di Fucecchio elesse procuratore Antonio di Orso di Guccio: Il procuratore doveva interdire quelle persone che occupavano e danneggiavano i pascoli di Galleno e di Orentano. 
Il detto procuratore il 13 del suddetto mese ordinò a Morano di Rolando da Gavinana e a Nuccio di Giorgino di non far pascolare più le loro bestie in detti luoghi.

 

Un quaderno in cartapecora del 14 maggio 1371 contiene diversi patti e convenzioni fatti dal Comune di Firenze con le province del Valdarno di sotto ( di cui Fucecchio faceva parte) e della Valdinievole. I patti e le convenzioni menzionano le GABELLE che dovevano essere pagate per il trasporto delle mercanzie e per le bestie.
Inoltre veniva stabilito quanto SALE annualmente doveva prendere ciascun Comune compreso in ognuna delle province di Firenze.

 

Il 14 febbraio 1374 il Comune di Fucecchio decise di fondare un luogo pio denominato Opera del Comune sotto la denominazione OPA.
L’OPA fu fondata col preciso scopo non solo di amministrare le entrate e le uscite del Monastero di S. Salvatore, ma soprattutto per provvedere ed “ornare” la chiese di S. Salvatore e quella di S. Giovanni Battista.
A tale effetto vennero annualmente eletti degli “Operai” (amministratori) da parte del Comune.
Questo sistema durò fino al 1699, anno in cui fu deciso di eleggere un solo Operaio con l’assistenza del Cancelliere (segretario comunale).
Prima della fondazione ufficiale dell’OPA i beni e le pertinenze del Monastero di S. Salvatore erano amministrati da due operai che, a partire dal 1321, vennero affiancati da altri due.

 

L’1 luglio 1375 prese servizio in qualità di notaro del nostro Comune Ser Giovanni Balducci. La nomina era avvenuta previa elezione. La carica durava soltanto 6 mesi. Il Balducci, da notaro zelante, inviò una lettera al nostro Consiglio comunale nella quale enumerò le FUNZIONI del notaro. Ecco cosa doveva fare un notare del 1300:

1- annotare le riforme, le cause civili e criminali
2- far fede degli esercizi pubblici esercitati bene e legalmente
3- tenersi una guardia del corpo da cambiare una volta al mese
4- registrare in un libro le deliberazioni, le provvisioni, le elezioni e tenere altri 2 libri per notarvi le entrate e le uscite del Comune, da tenersi una presso il Comune ed una presso di sé; registrare inoltre in un libro gli arresti, le denunzie, le condanne, i danni
5- non mangiare o bere con i Fucecchiesi e non assentarsi dal paese
6- sedere ogni dì al banco di giustizia e scriverne gli atti
7- fare 1 ricognizione al mese ai muri, alle bertesche e agli steccati per segnalare le riparazioni da effettuare
8- registrare le spese per gli operai comunali.

 

L’1 settembre 1377 vennero fissati gli ordinamenti sulle SEGNALAZIONI da farsi dalla ROCCA.
Queste le regole:
1- Quando la Rocca di S. Miniato farà un fuoco di notte o una fumata di giorno, ciascuna terra attenda a buona guardia e a rivedere ogni loro fortezza e difesa.
2- Quando si fanno due fuochi successivi di notte e due fumate di giorno, ciascun comune mandi i fanti eletti ai loro posti.
3- Quando invece si fanno tre fuochi di notte o tre fumate di giorno, ogni Comune mandi al Vicario di S. Miniato tutte quante le brigate sarà loro possibile, fatta salva la difesa del paese.
4- Quando viene fatto un fuoco della durata minima di mezz’ora o una pari fumata di giorno, il pericolo di un attacco imminente è consistente.
Perciò il Comune riduca a fortezza tutti i suoi terrazzani e si prepari alla difesa.
5- A conferma della ricezione dei segnali partiti da S. Miniato, ogni Comune doveva darne conferma con un fuoco di note e con una fumata di giorno.

 

Il 28 novembre 1377 le autorità fiorentine scrissero a quelle di Fucecchio esortandole ad accogliere le truppe di Giovanni Acuto (il capitano di ventura John Hawkwood, al servizio di Firenze durante la guerra degli “Otto Santi”, immortalato poi da Paolo Uccello nel duomo di S. Maria del Fiore).
A quanto sembra, però, gli abitanti di Fucecchio non si mostrarono troppo disposti ad accogliere i turbolenti mercenari e le autorità fiorentine dovettero ripetere l’ordine.

 

29 novembre 1377 Giovanni Acuto, capitano di ventura al soldo dei fiorentini, doveva trasferirsi a Fucecchio con le sue truppe per presidiare questo importante castello.
Gli OTTO di GUARDIA e di BALIA di Firenze in data 29 novembre 1377 scrissero ai comuni dl Valdarno Inferiore, Fucecchio , Santa Croce e Castelfranco di Sotto, affinché provvedessero all’alloggio di 300 soldati, alle stalle per altrettanto cavalli e all’ospitalità dei commissari incaricati di accompagnare le brigate di Giovanni Acuto.
Nonostante la perentorietà degli ordini contenuti nell’epistola, i Fucecchiesi erano talmente noti per la loro noncuranza che il giorno dopo i Priori delle Arti e il Gonfaloniere di Giustizia di Firenze scrissero al nostro Podestà un’altra lettera, minacciosa.
Ne trascriviamo un passo abbastanza significativo.
“Ora vi comandiamo che di presente ubbidiate tutti li commissari dei nostri OTTO di BALIA pienamente per modo che più non bisogni ve ne scriviamo sopra; sapendo che se voi disubbidirete, senza avere di voi nessuna misericordia vi puniremo per tal maniera che sia tremore e paura de vostri figlioli.”

 

Il 18 gennaio 1379, i Priori delle Arti di Firenze, tramite una lettera, fecero un bel cicchetto al Podestà di Fucecchio Giovan Francesco.
Il nostro Podestà aveva proibito ad un gruppo di Cerretesi, fra cui Puccino di Mino e Matapone, di cacciare uccelli nel territorio di Fucecchio.
I Priori di Firenze rilevarono che datava da lungo tempo l’usanza di far cacciare ai Cerretesi nel nostro territorio gli uccelli, specialmente quelli selvatici. Questa la parte conclusiva della lettera:
“.. vogliamo e ti comandiamo che come sono usati, tu lasci i detti di Cerreto uccellare nel terreno di Fucecchio. E che di presente tu revochi e ritratti ogni novità o processo o condannagione facta contro i sopradetti o alcuni di loro per la detta cagione sì che più non ne sentano niente, e che bene siano contenti che proceda contro qualunque che uccellasse a colombi domestici come ti permette il tuo Statuto” ( p. Vincenzo Checchi- Quaderno i pagg. 51-52)

 

Il 19 gennaio 1380 venne stilato da un ufficiale ispettore della Rocca l’annuale inventario riguardante la medesima. L’inventario del 1380 ci consente di ricostruire la struttura della Rocca fucecchiese voluta da Firenze e la cui costruzione abbracciò un periodo di tempo che va dal 1322 al 1300.
Nel circuito fortificato della Rocca si entrava attraverso una prima porta aperta verso il paese, mentre un’altra porta, la Fiorentina, consentiva il raccordo con la via che conduceva verso Firenze.
La parte più bassa della cinta muraria era “guardata” da tre torricelle, mentre le torri maggiori s’innalzavano, come oggi, sulla sommità della collina ed erano denominate Fiorentina, Di mezzo, Pagliaiola.
All’interno della Rocca vi erano sei tettoie, una casa murata ed altre case edificate con materiali deperibili. Vi erano anche due palazzi: quello vecchio e quello nuovo.
Presso la torre maggiore c’era un ponte levatoio.
Gli spazi interni di tutte le torri, coperte a tetto, erano a volte murate e solai di legno
La torre di mezzo si concludeva con un’abitazione che poteva essere isolata dal resto della fortificazione. All’interno delle torri c’erano armi, attrezzi da lavoro e riserve di cibo.

 

Dalla delibera del 19 giugno 1380 si evince che le riunioni del Consiglio Comunale non si svolgevano più sotto la LOGGIA bensì in una SALA del PALAZZO DEL COMUNE.
Questo il testo del brano iniziale del verbale della seduta consiliare:

“ Riunito e convocato il pubblico e generale Consiglio del Comune di Fucecchio al suono della Campana e con la voce de banditore nella SALA del Palazzo come era abitudine…”

Purtroppo non possiamo sapere dove fosse esattamente collocata (la Sala), se al piano terra o al primo piano o se fosse stata fatta appositamente per tenervi le riunioni del Consiglio comunale.

 

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