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anni
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>> 1220
Una
sentenza del 18 novembre 1202,
confermata dal papa in data 5 aprile 1203, riconfermava agli
ABATI di S. Salvatore il diritto di eleggere il PIEVANO.
Questo diritto era stato contestato dal nostro Consiglio
Comunale che all’unanimità aveva deciso di assumersi
l’incarico di eleggere il PIEVANO.
Il
3 giugno 1209
si verificò un’eclissi di sole. Il sole si “scurò per
siffatto modo che non si vedeva lume, e i polli e gli animali
andavano al pollaio loro”
L’eclisse durò tre ore.
“ E molti strologi si meravigliavano per tanto durare la
detta scurazione, la quale dissero che presto sarebbe qualche
grande fatto sopra la terra o mutamento di stato o di più
grandi sciagure”.
Il
6 novembre 1209
Ottone IV°, diretto a Roma per farsi incoronare IMPERATORE , si
fermò a Fucecchio.
L’abate di S. Salvatore approfittò di questa presenza per
ottenere dei benefici.
Il
7 marzo 1217
il pontefice Onorio III° pronunciò una sentenza definitiva
circa la lite sorta fra il Comune di Fucecchio che aveva
appena 30 anni di vita, e l’abate del monastero di S.
Salvatore.
Il Comune, che era subentrato nell’esercizio del potere
temporale al vescovo di Lucca, pretendeva il diritto di
nominare il pievano, visto che la chiesa pievana era costruita
su un terreno comunale.
Papa Onorio III°, però, confermò che l’elezione del pievano
competeva solo e soltanto all’abate cui venne riconfermata
la giurisdizione sui beni e sui fondi della Pieve di S.
Giovanni Battista, Conflenti e Petriolo, del monastero di
Cappiano, di S. Vito e S. Tommaso e l’assoluta proprietà
dei possessi di Morrona, si Collina di Pisa, delle Piagge
lungo l’Arno e la Gusciana.
Il 17 aprile dello stesso anno, papa Onorio III° si pronunciò
anche contro il vescovo di Lucca che vantava continuamente
diritti sulla nostra badia o monastero di S. Salvatore.
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