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anni - 1121  >>  1140

Il 8 luglio 1121 Rolando, il secondo abate della nuova Abbazia di S. Salvatore, quella edificata sul Poggio Salamartano, per suffragare l’anima dell’abate Anselmo offrì all’ospedale della canonica di S. Zeno, fuori di Pistoia, tutti i beni posti nella corte di Fagno e nella Selva Brecca.
Anche l’abate Rolando, come Anselmo, cercò di accrescere la potenza del monastero e di salvaguardarlo dalle bramosie dei potenti confinanti. Per conseguire questa seconda finalità, nel 1122 strinse u patto di alleanza e un impegno di scambievole rispetto con il Conte Guido Guerra.
Il Conte si impegnò a “difenderlo (Rolando) e di aiutarlo contro tutti eccetto contro il Re e il Marchese di Toscana” e confermando in proprietà quanto sua moglie Emilia aveva dato in permuta alla badia (monastero) di S. Salvatore e cioè il Castello di Colle Pietra, Repulse, Larciano, Cerreto ed altro.
Purtroppo l’abate Rolando non poté frenare l’opera del vescovo di Lucca che mirava a sminuire l’autorità dell’abate di S. Salvatore.
Il vescovo di Lucca, infatti, provocò una lite con la nostra abbazia. Motivo della lite fu il presunto diritto del vescovo ad effettuare ricognizioni episcopali sulla Pieve di Fucecchio. Il LODO del 1° marzo1122 inferse, almeno sulla carta, un duro colpo all’autorità del nostro abate Rolando.

 

Il 1° marzo 1122 i tre arbitri nominati dall’abate di S. Salvatore, Rolando, e dal vescovo di Lucca, Benedetto, nelle persone di Ildebrando vescovo di Pistoia, di Argento arciprete della cattedrale di Lucca e di Rainerio Primicerio della medesima chiesa emisero un LODO per dirimere una lite circa le competenze fra l’abate di S. Salvatore e il vescovo di Lucca.
Il LODO affermava che il Pievano di Fucecchio, anche se eletto dall’abate, doveva ricevere conferma dal vescovo di Lucca al quale doveva giurare obbedienza. Il LODO affermava anche che tanto il pievano che i suoi preti erano obbligati al servizio del coro nella Cattedrale di S. Martino in certi periodi dell’anno e a ricevere il vescovo con tutta la solennità spettante al suo grado.
Il LODO terminava con un salmo osannante alla Madonna. L’ultima parte del salmo è addirittura espressa in note musicali primitive.
Il testo del lodo, oltre a minare sulla carta l’autorità dell’abate vanificava lo spirito delle numerose Bolle papali che decretavano la totale autonomia dell’Abbazia la quale doveva obbedienza solo e soltanto alla Santa Sede.
Fortunatamente il LODO non venne mai reso esecutivo.

 

Il 14 gennaio 1135 si riunirono a Fucecchio i Rettori degli Ospedali di ROSAIA ( a Fucecchio, in via Burello presso i Seccatoi), di CAMPOLLIANO e di ALTOPASCIO.
Essi stipularono una convenzione per la nomina del Rettore e del Ministeriale dell’Opera del PONTE DI FUCECCHIO.
Venne stabilita una rotazione triennale delle cariche in modo che tutti e tre gli ospedali venissero cointeressati a turno nella gestione e manutenzione del PONTE.
Gli ospedali – ospitali -, edifici con chiostro, portico ed annessa chiesetta, non erano destinati all’assistenza sanitaria bensì al rifocillamento e al pernottamento dei pellegrini, dei viandanti e dei poveri.
A Fucecchio c’erano i seguenti ospedali o motel ante litteram:
1- l’ospedale presso il ponte di Bonfiglio che aveva goduto di una donazione da parte del Conte Ugo nel 1104;
2- l’ospedale di S. Maria posto sul Poggio Salamartano “a servizio dei poveri e dei pellegrini” come risulta da un documento del 1108. Era situato presso la Pieve di S. Giovanni istituita nel 1088. Fu l’ospedale più caro ai fucecchiesi nel medioevo. Sotto il suo portico solevano riunirsi i consiglieri comunali. Molti lasciavano in eredità a questo ospedale soldi e masserizie,
3- l’ospedale di ROSAIA (presso i Seccatoi), fondato dal feudatario cadolingio conte Bulgaro prima del 1060 e beneficiato di tante donazioni. In seguito questo ospedale passò sotto l’amministrazione della Magione di Altopascio,
4- l’ospedale di S. Margherita posto nel vicolo dello Spedalino. Fu fondato dal fucecchiese Ruffino, arcivescovo di Milano.
5- L’ospedale di CERBAIA, presso il Rivo Torbido (Rimoro),a sud del Galleno, lungo la via Romea o Francigena;
6- L’ospedale di CASORE, presso la Torre;
7- L’ospedale di CAPPIANO con mulino annesso.

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