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Aldemaro
Toni
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UNA GUERRA LONTANA
il romanzo del nostro concittadino ALDEMARO TONI
Edizioni: Edizioni dell'Erba |
ALDEMARO
TONI è nato e vive a Fucecchio (Firenze). A lungo
animatore culturale (dal 1964 al 1969 fu presidente
del gruppo culturale “Il Poggio”), è direttore della
rivista "Erba d'Arno", un trimestrale nato nel 1980
che ha segnato un momento di ripresa dei periodici di
cultura, continuando la tradizione delle riviste
letterarie fiorentine e toscane. |
Aldemaro Toni
svolge attività editoriale con le Edizioni dell'Erba che hanno
sede nella parte alta di Fucecchio, in alcune stanze della casa
dove è nato Indro Montanelli. Laureatosi in lettere, ha fatto
studi sul poligrafo veneziano Ludovico Dolce.
Molta della sua
produzione narrativa si trova nelle pagine di “Erba d’Arno”.
Nel
1991 in un quaderno della rivista pubblica La Canonica (un vivo
spaccato della cattolicità di provincia nell’epoca pretelevisiva)
e nel 2001 una raccolta di racconti, dedicata a figure femmili,
intitolata La Borghi.
Ha curato per i Quaderni di "Erba d'Arno",
1987, Per Dante Giampieri, un fondamentale omaggio al poeta
sanminiatese trascurato e quasi dimenticato e, nel 2000,
Novecento al caffè, un volume dedicato allo scrittore e pittore
lucchese Giuseppe Ardinghi. Christopher Ferber sta curando
un’antologia di racconti in traduzione tedesca da pubblicare in
Germania.
Quest’anno, 2009, è uscito Una guerra lontana, primo volumetto della collana di piccolo formato delle Edizioni
dell’Erba intitolata “I Piccoli”.
Il romanzo
E’ una storia vista dal basso,
testimoniata dal “più piccolo” di un interno familiare.
“I
bambini ci guardano” era il titolo di un film famoso. I racconti
pubblicati ricordano momenti personali, ma anche seguono, o
hanno nello sfondo, la storia degli anni Quaranta-Cinquanta del
Novecento.
La guerra lontana nella Cirenaica, vista prima nei giornalini o
ascoltata coi grandi nei bollettini alla radio (all’Aradio,
scrivevano i ragazzi a scuola), in una cucina di un casamento,
in una strada di un paese, nella Toscana del ‘42-’43; poi la
guerra che arriva inesorabilmente con i bombardamenti e le paure
e gli sfollamenti. Nel libretto c’è anche una seconda parte
costituita da brevi flash del dopo.
Un’aura diversa, con un piccolo accenno alle nuove guerre ovvero
contrapposizioni (si veda il racconto “La Sora Dina”), ma anche
al teatro, al cinema e alla ricerca di nuovi valori.
In “Attori” emblematico dell’immediato dopoguerra il cappotto
verde fatto con la coperta americana; e nel turribolo che
dondola (vedi pagina 55), il senso della continuità. E qua e là
- scrive nella premessa l’autore, una vera salvezza anche quelli
- l’affetto e l’ironia.
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